Diffamazione sui social, chieste tre condanne per Santamaria & C.
VOGHERA. Tre richieste di condanna, anche se solo per alcuni capi di imputazione e in relazione ad alcune vittime, e quattro richieste di assoluzione. Sono le conclusioni della pm Katia Nicita nel processo sulla campagna social, secondo l’accusa diffamatoria, portata avanti tra il 2021 e il 2022 a Voghera attraverso la pagina Facebook “Politica e partecipazione”.
Le richiesta di condanna
In cima alla lista degli imputati per l’accusa di diffamazione c’è il blogger Gianpiero Santamaria, 52 anni (ancora in carcere e martedì in aula per l’udienza): la procura ha chiesto due anni di reclusione, ma anche il “non luogo a procedere” e l’assoluzione per alcuni capi di imputazione, per i quali secondo la pm «non è stata provata la diffamazione». Una condanna a 8 mesi è stata invece la richiesta per il commerciante Davide Palumbo (anche per lui è stata chiesta l’assoluzione per diverse contestazioni) e di 4 mesi la richiesta per Renato Faller, che aveva commentato alcuni post (anche nei suoi confronti, comunque, la pm ha chiesto l’assoluzione per alcuni capi di imputazione).
Le richieste di assoluzione
Chiesta invece l’assoluzione per gli altri che avevano commentato i post ritenuti dalla procura diffamatori: Alessandro Rossi (ritenuto dall’accusa moderatore della pagina), Luana Di Simone, Katia Scapolan e Rosaria La Rosa.
Il processo, che si sta celebrando davanti al giudice Vincenzo Giordano, era cominciato con una trentina di parti offese, ma alla fine non tutte si sono costituite parte civile e alcune hanno anche deciso di rimettere la querela, come la sindaca Paola Garlaschelli, che era stata tirata in ballo in alcune dirette Facebook anche per vicende personali. Tra gli episodi contestati uno tra i più corposi è dedicato proprio alla campagna condotta, attraverso la pagina Facebook, nei confronti della sindaca, attaccata in un video di marzo 2021 per una chat di giunta.
Le parti offese
Tra le parti offese figurano politici, amministratori, commercianti e avvocati. I capi di imputazione per i quali la pm ha chiesto la condanna sono relativi alle presunte diffamazioni commesse ai danni, tra gli altri, degli assessori Federico Taverna, William Tura, Maria Cristina Malvicini (parte civile con l’avvocato Antonio Rossi), per Stefano Bina e l’avvocato Giorgio Allegrini (rappresentato dall’avvocato Daniele Cei), per il carabiniere Matteo Iachini. Alcuni tra i presunti danneggiati hanno chiesto risarcimenti tra i 10mila e i 30mila euro. —