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‘Ho detto ripudia’: il podcast che smonta la propaganda di guerra e racconta il lavoro di Emergency nel mondo. L’estratto

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A cosa equivalgono 140 carri armati in 15 anni? Alla formazione di 60mila nuovi medici, spese di specializzazione comprese. Una fregata missilistica? Assunzione e pagamento di 1200 infermieri per 10 anni. Un blindato classe Centauro a 2800 borse di studio. La scelta quindi dovrebbe essere scontata, invece la direzione intrapresa dai governi e dalle istituzioni va in direzione opposta, con il risultato che il conto delle spese militari lo pagano sempre i cittadini. Ed è anche per questo che Claudio Jampaglia, giornalista di Radio Popolare, e Giuseppe Mazza, pubblicitario e docente di comunicazione, hanno deciso di creare in collaborazione con Emergency il podcast Ho detto ripudia. Cinque puntate, della durata di circa 30 minuti ciascuna, per scardinare l’idea della “guerra come unica opzione possibile”, in linea con la campagna che sta portando avanti l’ong fondata da Gino Strada per riaffermare l’importanza e l’adesione all’articolo 11 della Costituzione italiana. E rimettere al centro il suo messaggio: l’Italia ripudia la guerra.

L’idea del podcast nasce da una collaborazione tra il giornalista e il pubblicitario iniziata tempo fa. “Avevamo fatto dei programmi radiofonici insieme basati sul racconto della realtà attraverso la chiave della comunicazione dei marchi e delle merci” racconta al Fattoquotidiano.it Jampaglia. “E mentre noi parlavamo dell’attualità dal punto di vista del costume, della cultura, della politica, emergeva sempre più prepotentemente il ritorno della propaganda di guerra. Un discorso che sostiene che la guerra non si può evitare, e quindi è obbligatorio armarsi. Un linguaggio che convince i cittadini a ‘una mentalità di guerra’, per citare il segretario della Nato Rutte. Ma potrei fare altri decine di esempi”.

Si parte dal primo episodio, dove, tra le altre cose, si ricostruisce proprio la storia dell’articolo 11 della nostra Carta, il dibattito che ha preceduto la scelta di una parola ben precisa: ripudia. Fino ad analizzare e smontare gli attuali annunci di governi e media sulla “inevitabilità della guerra”. “Per concludere con il nostro sogno, cioè l’utopia, forse non così impossibile, dell’abolizione della guerra, un obiettivo culturale ma anche politico”. Nel mezzo ci sono “contenuti raccolti in quasi due anni e mezzo di lavoro e continuamente aggiornati: frasi, dati, spese militari, tabelle. E sondaggi che vedono le opinioni pubbliche decisamente schierate contro la guerra, ma che spesso vengono manipolati e letti male. E poi ovviamente c’è l’impegno di Emergency nei loro ospedali, luoghi di cura ma anche di diplomazia, di pace e di dialogo”.

In un momento in cui la guerra sta tornando una prospettiva possibile e concreta persino nell’Unione Europea, l’obiettivo del podcast è anche quello di far sentire meno solo chi è contrario al coinvolgimento armato, e che, in particolare con il conflitto in Ucraina, è stato spesso ridicolizzato, lasciato in disparte, emarginato. E su questo viene in aiuto la nostra storia. “È molto importante – spiega Mazza – conoscere il lavoro che c’è stato nell’Assemblea costituente. Ripudiare la guerra non significa soltanto disapprovarla, ma anche separarsi da una tragedia e da una vergogna che ci era appartenuta, che noi avevamo anche inflitto da altri popoli. Ci siamo arrivati tutti insieme. Non c’è niente di retorico nel dire questo, perché la Costituzione passa per un percorso di storia vissuta di persone vere, non c’erano soltanto i Costituenti a dettare questi valori. Oggi invece si tende a nascondere la radice popolare di questa idea ed è come se il sentimento pacifico degli italiani sia stato reso soltanto una posizione morale“. Ma i sondaggi dicono altro. “Gli italiani e le italiane sono contrarie al coinvolgimento armato, anche perché ne toccano con mano anche il tema economico: finanziare guerre vuol dire depotenziare i diritti per noi. Penso che il sentimento pacifico non sia cambiato, è radicato nel Paese. Ma c’è una grande separazione, drammatica: da un lato la classe dirigente che vede ancora nella guerra uno strumento di profitto, dall’altra la popolazione che è completamente estranea”.

Ho detto ripudia è disponibile da oggi, 27 febbraio, sul sito di Emergency, e sulle principali piattaforme di audio-streaming. Anche Ilfattoquotidiano.it ha deciso di sostenere la campagna R1PUD1A di Emergency, raccontando con una serie di articoli le iniziative in Italia e organizzando 4 dirette sui canali social del Fatto Quotidiano dedicate all’impegno dell’ong nel mondo.

A questo link puoi unirti alla campagna R1PUD1A di Emergency contro la guerra.
Tutti i progetti di Emergency in Italia e nel mondo

L'articolo ‘Ho detto ripudia’: il podcast che smonta la propaganda di guerra e racconta il lavoro di Emergency nel mondo. L’estratto proviene da Il Fatto Quotidiano.




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