Добавить новость
ru24.net
World News
Май
2020
1
2
3 4
5
6 7 8
9
10
11 12
13
14 15 16 17 18 19 20 21 22
23
24
25
26 27
28
29 30 31

Domenica riaprono i centri commerciali, sindacati all’attacco: «Un rischio per tutti»

0

MESTRE. La carica dei centri commerciali. Domenica, dopo la chiusura forzata a causa del Covid-19, le gallerie dello shopping di cui pullula il territorio veneziano, torneranno a spalancare le porte ai visitatori: non solo gli iper, ma anche le aree food court e gli shopping center. C’è chi si è organizzato, chi farà orario ridotto, chi lo ha addirittura ampliato. Aperto il centro commerciale Auchan, il Panorama di Marghera, La Nave de Vero, così come il centro commerciale Valecenter di Marcon. In testa il Veneto Designer Outlet di Noventa di Piave, con orario ridotto 10-18 fino a che non ci sarà un nuovo ordine dalla “casa madre”. Ma a prepararsi all’apertura domenicale, anche tutte le medie e grandi strutture di vendita delle aree commerciali: da Mediaworld a Decathlon, dalla Maison du Monde a Obi. Aperto, nel cuore del “salotto cittadino”, anche il Centro Le Barche, dove pian piano hanno ripreso a vivere tutti e sei i piani, compreso il Bistrot Feltrinelli. Da una parte ci sono gli iper che si trovano all’interno dei centri commerciali: i dipendenti sono sempre stati in prima linea, e hanno lavorato per mesi in scatole vuote. Dall’altra i negozi delle gallerie dello shopping, che dopo le chiusure, devono cercare di vendere e alleggerire i magazzini.

L’ipermercato Carrefour di Marcon, domenica, aprirà dalle 7.30 alle 21 della sera Conad-Auchan solo dalle 9 alle 13. Ad andare all’attacco delle riaperture, la segretaria regionale della Fisascat Cisl, Maurizia Rizzo: «Il Governatore Zaia ha, di fatto, tolto il limite che aveva introdotto e la restrizione rispetto a domenicali e festiv. E’ una norma che non ci piace, non ci piaceva prima del coronavirus e non ci piace adesso, perché ha ucciso i piccoli senza ricadute positive sui fatturati».

La programmazione

Prosegue: «La pandemia doveva aver insegnato quanto era importante riportare il sistema a un modello che redistribuisce i pesi di grande medio e piccolo commercio, domenica e festivi aperti significa ripetere i vecchi schemi, con le consuete problematiche, acuite dalla crisi economica. Oltre al fatto che si creeranno assembramenti pericolosi e rischi gravi di contagio». E ancora: «Sappiamo che non tutti rispettano le regole, abbiamo visto cosa accade con la movida e nei pubblici esercizi, rischiamo di farci del male. Speriamo si riveda il provvedimento, che si ritorni alle limitazioni, e si colga l’occasione di costruire un modello sostenibile di città». Infine: «Serve responsabilizzazione da parte di categorie, sindacato, Regione e una seria programmazione dei distretti del commercio per dare qualità e sostenibilità altrimenti l’apertura dei centri commerciali acuirà solo la crisi dei piccoli, chi si era appena ripreso dovrà richiudere».

I sindacati

«Non eravamo d’accordo prima e lo siamo ancora meno adesso» commenta Monica Mencherini (Fisascat) che parla per gli iper «i lavoratori sotto tensione tutta la settimana, hanno lavorato per mesi in condizioni di difficoltà e avrebbero bisogno di poter respirare anche loro». Chiarisce Fabio Marchiori, della Uiltucs: «La chiusura domenicale era stata chiesta perché il lavoro in un momento di emergenza era stressante. Speravamo che la grande distribuzione capisse che forse si può lavorare lo stesso senza aprire tutte le domeniche».

Chiude Monica Zambon segretaria della Camera del Lavoro della Cgil: «Le lavoratrici sono sconcertate, i protocolli sono appena arrivati e i lavoratori vengono centellinati soprattutto nel retail. Siamo basiti che le aperture domenicali siano state accolte senza confronto e dibattito contrariatemene alla linea regionale che ci sembrava andare in tutt'altra direzione».




Moscow.media
Частные объявления сегодня





Rss.plus
















Музыкальные новости




























Спорт в России и мире

Новости спорта


Новости тенниса