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Dolomitibus, perdita stimata di 3,5 milioni: «Il governo stanzi risorse straordinarie»

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BELLUNO.  Dolomitibus trasportava 28 mila passeggeri prima che arrivasse il coronavirus a sconvolgere il mondo. Oggi sui mezzi salgono 1800 persone. Numeri che danno il senso della crisi che sta attraversando la società, che ha già perso un milione e mezzo di euro durante il lockdown e rischia di chiudere il 2020 con una perdita di tre milioni e mezzo di euro. Ecco perché la Provincia, la stessa Dolomitibus, associazioni di categoria, dei consumatori, sindacati e mondo della scuola chiedono al governo risorse straordinarie per sostenere l’azienda e continuare ad assicurare il servizio.

La richiesta è stata formulata ieri al termine del tavolo convocato in Provincia. Sarà inviata una lettera al governo e al ministero dei Trasporti per chiedere sostegno finanziario.

I dati

La riduzione del servizio disposta dalle ordinanze regionali si accompagna a una caduta dell’utilizzo del mezzo pubblico, anche per effetto della paura del contagio. Dolomitibus in queste settimane trasporta 1.857 utenti al giorno, contro una media pre-Covid di 28 mila passeggeri. L’incasso da tariffa del mese di aprile raggiunge appena il 6% dell’incasso medio mensile in periodo “normale”. I conti ne risentono, anche perché sono calati gli altri servizi (compreso quello di allestimento per conto di altre aziende di trasporto pubblico locale).

«Il problema più grande in questo momento è la mancanza di passeggeri», hanno spiegato l’ad Natalia Ranza e il presidente di Dolomitibus Andrea Biasiotto. «Oltre agli studenti che sono a casa, registriamo la paura a salire sul mezzo pubblico, tanto che il carico medio sulle linee attive si assesta sui 4-5 passeggeri».

Da qui, la necessità, emersa dal tavolo, di spingere sulla sensibilizzazione e sulla comunicazione. «I mezzi pubblici sono sicuri», hanno ribadito Ranza e Biasiotto. «Dolomitibus ha predisposto sistemi di sanificazione costante su tutti gli autobus e le corriere, e sta facendo rispettare i distanziamenti di sicurezza previsti».

LE PROPOSTE

All’orizzonte c’è il problema di garantire le corse, nel rispetto dei nuovi carichi possibili alla luce del distanziamento di sicurezza. Sarà necessario aumentare i mezzi e rimodulare orari e tratte. Dolomitibus e la Provincia lavoreranno per predisporre un servizio a chiamata, anche con prenotazione degli utenti.

È al vaglio anche la proposta di integrare il servizio con il trasporto Ncc (da parte di Confartigianato), soprattutto nelle aree più periferiche del territorio, in attesa di capire come dovrà essere ridefinito il servizio anche per le fabbriche e per le scuole. Il tavolo dovrà essere riaggiornato, alla luce delle linee guida che saranno emanate nelle prossime settimane.

Per recuperare passeggeri sulle linee attive, verrà valutata anche la proposta avanzata dalle associazioni dei consumatori, di mettere sui mezzi controllori deputati al rispetto delle misure di sicurezza.

Servono risorse straordinarie

Unanime la richiesta di chiedere allo Stato misure straordinarie per far fronte all’emergenza. Recepita anche l’indicazione dei sindacati, di chiedere alla Regione l’istituzione di un fondo straordinario per l’emergenza per i trasporti: «Nel ripartire le risorse», ha sottolineato Alessandra Fontana, segretaria provinciale Filt Cgil, «dovrà essere valutata la specificità del territorio bellunese. Deve essere garantito il servizio anche nei territori più periferici, per prevenire e contrastare lo spopolamento».

Nel frattempo, la Provincia continuerà a raccogliere le esigenze dei sindaci e delle vallate per una graduale ripartenza del servizio di trasporto extraurbano e si farà portavoce in Regione delle richieste sulle modalità di rimborso degli abbonamenti non usufruit.

«I mezzi sono sicuri»

«Il documento da inviare al governo dovrà andare di pari passo con la comunicazione del fatto che il trasporto pubblico locale è sicuro e i cittadini possono salire sui mezzi senza nessun rischio per la salute», commenta il presidente della Provincia, Roberto Padrin. «Per quanto riguarda la scuola, vogliamo essere in grado di gestire la questione in tempi rapidi, per cui aspettiamo le linee guida che emergeranno dal Ministero; aggiungere ipotesi in questo momento rischia di essere controproducente».

«Apprezzo il contributo di tutti coloro che hanno partecipato al tavolo e lo riaggiorneremo da qui a un paio di settimane», conclude. «La salvaguardia dell’equilibrio di Dolomitibus è fondamentale per continuare ad assicurare un servizio efficiente».




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