Sant’Anna di Stazzema, i due superstiti diventano cavalieri di Germania. L’ambasciata: “Immensa vergogna”. Il loro racconto: “Famiglie sterminate in 5 minuti”. “Soldato delle SS mi graziò, sparò in alto e io fuggii”
Enrico perse tutta la sua famiglia: i suoi cari vennero uccisi davanti a lui, bambino di 10 anni, nascosto nel sottoscala della cucina. Enio, 6 anni all’epoca, fu risparmiato da una giovane SS che sparò in aria invece di ucciderlo, “importante testimonianza di come, anche in quella situazione, era possibile rifiutare ordini ingiusti e criminali – sottolinea Enio – mentre non possiamo ricordare come gli italiani fascisti che resero possibile la strage facendo da guide alle colonne di soldati tedeschi non hanno mai risposto ad alcun tribunale”. Oggi, a Sant’Anna di Stazzema, c’è stata la cerimonia di conferimento dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Federale di Germania a Enrico Pieri e Enio Mancini, superstiti dell’eccidio del 12 agosto 1944 voluta dal presidente della Repubblica Federale di Germania, Frank-Walter Steinmeier. Presenti anche il sindaco di Stazzema, Maurizio Verona, il ministro Annette Walter, Capo ufficio culturale dell’Ambasciata della Germania e i due sopravvissuti alla strage nazifascista. Enrico ed Enio erano tra quei bambini di Sant’Anna di Stazzema che il 12 agosto 1944 hanno visto con i loro occhi il massacro di oltre 500 innocenti.
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