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Январь
2021

La rabbia dei ristoratori mantovani: «Non val la pena riaprire»

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MANTOVA. «Una presa in giro che dimostra la totale mancanza di conoscenza del nostro settore». È il commento di Fipe-Confcommercio al nuovo calendario di chiusure in vigore dal 7 al 15 gennaio, che concede ai pubblici esercizi la possibilità di rialzare le serrande per due soli giorni, il 7 e l’8 e solo fino alle 18.

«Stimiamo che 8 esercizi su 10 non riapriranno perché non ne varrà la pena – afferma il presidente Giampietro Ferri – riavviare l’attività richiede tempo e una certa preparazione per riattivare la linea produttiva; inoltre lavoriamo con materie prime deteriorabili in pochi giorni, che se non utilizzate, vanno buttate. Purtroppo sembra che queste dinamiche non siano molte chiare al Governo».

«Presumibilmente riapriranno i locali di piccole dimensioni o che lavorano molto con i pranzi di lavoro prevede Ferri – per gli altri il gioco non vale la candela, le spese supererebbero gli introiti e non è proprio il momento di sprecare risorse. Il nostro settore è gravemente compromesso dai passati provvedimenti e dal forzato lockdown di Natale stimiamo un crollo di fatturato nel 2020 del 60%. Ora serve un piano organico di interventi per le imprese della ristorazione. Gli indennizzi finora arrivati sono insufficienti, e il differimento delle scadenze fiscali, a fronte di introiti azzerati, è una beffa». Un discorso leggermente diverso va fatto per i bar: «È giusto che chi ne trae vantaggio possa riaprire, anche per dare un segnale alla cittadinanza – afferma Mattia Pedrazzoli, presidente di Fipe-Bar – il momento è drammatico ma siamo determinati a resistere».




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