Morto a 92 anni Paolo Fabris, freccia del ciclismo su pista
BASILIANO. È scomparso a Baranzate (Milano) a 92 anni Paolo Fabris, già campione italiano di ciclismo su pista.
Nato a Basiliano nel 1928 da una famiglia contadina (12 figli, detta “i Bondanse”), Paolo da giovane si distingue vincendo alcune competizioni ciclistiche con il Veloclub Friuli, battendo in volata tra gli altri velocisti come Zuliani, passato poi al professionismo.
Friulano operoso, fiero della propria terra, a 19 anni deve lasciare Basiliano trasferendosi a Milano in cerca di lavoro. Nel capoluogo lombardo continua la carriera sportiva su due ruote vincendo ben 36 competizioni. Nel 1955, sulla pista del Vigorelli, con l’Us Aurora Desio, si laurea campione italiano dilettanti nel mezzofondo-stayer, allenato da Luigi Consonni, già campione alle Olimpiadi di Los Angeles del 1932, battendo l’italo-spagnolo Guillermo Timoner. Nello stesso anno diventa campione lombardo e passa al professionismo, conquistando il terzo posto nel Campionato nazionale.
Nel 1957 corona il sogno d’amore con l’amatissima Irene, che ha recentemente festeggiato 62 anni di vita matrimoniale. Terminata l’attività agonistica nel 1960, inizia a lavorare nell’Azienda elettrica milanese. Nel 1990 va in quiescenza, senza abbandonare mai la passione per la bicicletta e fino a 85 anni percorre molti chilometri ogni settimana.
Nel cuore della sua famiglia, dei tanti parenti e amici, i ricordi, i suoi valori umani, sportivi e di “essere un furlan di Basilian” rimarranno indelebili. Un paio di volte l’anno tornava in Friuli a incontrare fratelli, parenti e amici. Il senatore Flavio Pertoldi, sindaco emerito di Basiliano, lo salutava in occasione dei suoi annuali rientri da Milano. «Ha rappresentato bene quella generazione che voleva farsi strada nell’immediato dopoguerra – ricorda l’ex primo cittadino –, era fiero delle sue origini e dello stile del suo percorso di vita, come quella del defunto fratello Tarcisio, insignito anni fa del prestigioso Ambrogino d’oro».
Da qualche mese era sofferente e all’inizio dell’anno è deceduto. Lascia la moglie Irene, i figli Laura e Alessandro e tre adorati nipoti.
I funerali sono stati celebrati giovedì nella chiesa parrocchiale di Baranzate nel rispetto delle norme vigenti.
