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Май
2021

Mestre, il mercato oscura la torre civica. Residenti contrari: «È un’invasione»

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MESTRE. Il mercato settimanale arriva all’ingresso di piazza Ferretto, davanti alla torre civica, con le bancarelle a copertura persino delle strisce pedonali di via San Rocco. E tra i residenti c’è chi storce il naso di fronte a questa “invasione” di bancarelle che chiude persino la vista sul simbolo della città. Sulla questione interviene l’assessore comunale al Commercio e alle Attività produttive Sebastiano Costalonga che rassicura i cittadini: «Si tratta di una situazione provvisoria legata ai lavori ancora in corso in via San Pio X e alla necessità di maggiore distanziamento imposto dal Covid. Tra una decina di giorni, con la fine dei cantieri, anche il mercato tornerà al suo posto ordinario».

Tra una paio di settimane, dunque, le bancarelle con capi di abbigliamento e calzature saranno ricollocate nella loro vecchia posizione, promette l’assessore. Anche se persino questa decisione, in parte, divide. In mezzo alle tante polemiche, infatti, si registra qualche voce fuori dal coro, con alcuni cittadini che plaudono all’ampliamento di questa “macchia” di commercio: «Mette allegria», il commento più frequente, probabilmente dettato anche dal periodo di isolamento che spinge a guardare con un sorriso una qualsiasi presenza umana. E di clienti, ieri al mercato, ce n’erano parecchi, probabilmente incentivati da controlli e segnaletica che si fanno sempre più rari con l’avanzare della primavera.

Del resto, il mercato continua a fare il mercato: è rumoroso, è caotico. Forse incompatibile con l’idea di distanziamento che è stata (e dovrebbe continuare a essere) faro nella lotta alla pandemia. Le code ai banchetti non esistono, non esiste ordine. Tutto è regolato dalla responsabilità individuale che, come sempre, deve fare i conti (e a volte scontrarsi) con il senso di civiltà delle persone intorno. Le mascherine sono sui volti di tutti – ormai questo lo abbiamo imparato – lasciando scoperto giusto qualche naso e su questo c’è ancora tanto da lavorare.

La pandemia permea i discorsi delle persone e dei commercianti. «Asparagi che te fa passar el Covid» urla un fruttivendolo promuovendo la sua merce. «Questi no te o fa vegnar proprio», rilancia un collega vivacizzando un botta e risposta che nei mercati trova nutrimento e vigore. E la pandemia si vive anche nelle merci esposte. Come nella decisione di un paio di commercianti di via Giardino che hanno rivoluzionato la propria offerta, riconvertendo la loro bancarella alla vendita esclusiva di mascherine. Una scelta vincente, verrebbe da dire, dando un rapido sguardo alla gente in coda. Ci sono i dispositivi più protettivi Ffp2 e le mascherine di stoffa dalle diverse fantasie e dalle diverse taglie. In alto campeggia il cartello «Mascherine moda». Ormai lo sono più di un abito da sera. —



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