Da Cervignano a Palmanova: nella Bassa alunni contagiati e classi in Dad
CERVIGNANO. I contagi non risparmiano neppure l’Isis (Istituto statale superiore) della Bassa friulana di Cervignano e le sedi distaccate di Palmanova e San Giorgio di Nogaro: 170 ragazzi coinvolti su 1.400 studenti che frequentano cinque plessi scolastici.
Tre le classi a casa in Dad, una di Palmanova e due di Cervignano, per circa 70 ragazzi che quindi hanno più di tre studenti positivi tra i propri compagni, caso per il quale il protocollo anti-contagi prevede le lezioni da remoto.
Due invece le classi che stanno svolgendo didattica integrata, cioè gli studenti muniti di Green pass rafforzato frequentano in presenza, mentre gli altri sono in Dad, per scelta o perché sono stati a stretto contatto con persone positive.
La didattica integrata coinvolge al momento una classe del liceo e una dell’Iti di Cervignano, per oltre 40 studenti.
Altri dieci ragazzi, inoltre, sono a casa perché positivi: quattro a Cervignano, quattro a Palmanova e due a San Giorgio, mentre i compagni, come previsto dalle regole in vigore, possono frequentare le lezioni in presenza.
Ci sono poi 50 studenti in quarantena, che frequentano in remoto, perché sono stati a stretto contatto con persone risultate positive al tampone.
Tra i dipendenti, infine, sono tre i professori a casa perché positivi e un addetto del personale Ata.
Come spiega il dirigente scolastico dell’Isis della Bassa friulana, Oliviero Barbieri, «vedendo quello che succede altrove, possiamo dire che stiamo gestendo bene la situazione e creiamo meno disagi possibili a studenti e famiglie».
«Ovviamente tutto questo è molto laborioso perché comporta entrate posticipate e uscite anticipate delle classi, il rispetto di protocolli e normative a seconda di ogni caso di positività e la tempestiva comunicazione alle famiglie – prosegue Barbieri – anche la sera tardi se ci giungono segnalazioni a tarda ora.
Seguire ogni regola in tempo reale e non creare disguidi produce una grande mole di lavoro e richiede molte energie.
Comunque, ripeto, visto cosa succede nelle altre scuole possiamo dire che ce la caviamo, almeno per ora. Andiamo avanti sperando che la situazione non peggiori».
Sullo stato vaccinale degli studenti presenti nelle cinque sedi dell’Isis, il dirigente spiega che non è possibile sapere quanti ragazzi si siano sottoposti a vaccinazione, «anche perché la privacy lo vieta» chiarisce il dirigente.
«Da quanto possiamo vedere tutti i giorni e – aggiunge Barbieri – valutando l’adesione alle iniziative scolastiche che portiamo avanti, alle quali c’è grande partecipazione e dove per essere presenti è necessario il Green pass, ritengo che il numero dei ragazzi vaccinati sia alto».
