Udinese, in casa Juve la storia si ripete: dal gol di Bierhoff al rigore su Soppy
UDINE. Sui social e non solo è un fiume di lamentele. In effetti la tirata di capelli in area di Bernardeschi a Soppy in area di rigore juventina non ravvisata dal modesto arbitro Giua ha destato scalpore.
Anche perché poi, tanto per arricchire le regole contraddittorie del Var, l’Udinese si è sentita dire che l’arbitro davanti allo schermo, Chiffi, non poteva intervenire.
I motivi restano abbastanza misteriosi: una tirata di capelli non è così automatico che si possa vedere dal campo, molto più facile scovarla rivedendo le immagini. E comunque si tratta sempre di una svista grave ed evidente.
In casa friulana l’hanno presa anche con stile. La società nel post partita ha evitato di puntare il dito sui direttori di gara, mister Cioffi ha sfoggiato una buona dose di ironia.
«Manderò Soppy a tagliarsi i capelli», ha detto a Dazn e poi a Sky ha rilanciato: «Li faremo tagliare a tutti i giocatori, il sottoscritto no – ha detto rivolgendosi a Walter Zenga –, lo sai ci tengo troppo ai miei capelli».
Poi ha aggiunto: «Niente alibi, pensiamo a lavorare». Giusto, ma la memoria dei tifosi non può non andare ad altre decisioni arbitrali che hanno visto l’Udinese penalizzata sul campo della Juve.
FERRARA E BIERHOFF
La madre di tutti gli abbagli è sicuramente il gol non assegnato a Bierhoff nella stagione ’97-’98. Errore evidente quanto quello più “reclamizzato” di Muntari in occasione di Milan-Juve di qualche anno dopo.
Era il 1º novembre, tre giorni prima della gara di ritorno con l’Ajax. Sul punteggio di 1-1 il tedesco superò Peruzzi in uscita.
Oliver stava già esultando quando arrivò Ferrara in uscita a colpire il pallone quando questo aveva superato la linea di quasi mezzo metro.
L’arbitro Cesari, sorpreso dalla velocità dell’azione era appena oltre la metà campo. La svista clamorosa fu del guardalinee. L’episodio si verificò all’inizio della ripresa sul punteggio di 1-1, alla fine la Juve vincerà 4-1.
RIGORE A SCOPPIO RITARDATO
Chi segue le vicende dell’Udinese da tanti anni ricorderà la decisione particolare 9 novembre 2003 a inizio ripresa dell’arbitro Pieri che assegnò un rigore perlomeno dubbio su segnalazione del guardalinee per un fallo di mano di Bertotto.
La particolarità dell’episodio, però è legata al fatto che passarono una ventina di secondi prima che l’arbitro fermasse il gioco.
Del Piero fallì l’esecuzione, più preciso dal dischetto dalla parte opposta Jankulovski. Negli ultimi undici minuti l’incredibile poker juventino.
L’Udinese protestò perché, prima dell’1-1 a Spalletti fu impedito in due occasioni, a gioco fermo, di sostituire l’infortunato Manfredini.
TRIS DI ERRORI
Il 5 febbraio 2006 Juve-Udinese finisce 1-0. Segna Del Piero in fuorigioco di quasi un metro con i friulani costretti in dieci per l’espulsione di Muntari e una sceneggiata di Pavel Nedved.
Il direttore di gara Antonio Dattilo, uno che alla fine di quella stagione smetterà di arbitrale, nel finale completerà l’opera non assegnando un calcio di rigore per una netta spinta di Cannavaro su Vidigal che dopo aver scavalcato Buffon stava colpendo il pallone a due passi dalla porta. —
