Il palloncino in volo e quello strano sentimento di nostalgia
La storia del messaggio di buon natale "a chiunque mi legga" - che un bambino di quattro anni ha attaccato a un palloncino lanciato a Finale Emilia, e ritrovato quattro giorni dopo a Terricciola, in provincia di Pisa - è una storia, per quanto piccola, che ci mette addosso uno strano sentimento di nostalgia.
La modernità nella quale viviamo ci sta abituando ad avere tutto e subito: se cerchiamo una notizia, la troviamo su Google in pochi secondi; se vogliamo rintracciare uno sconosciuto basta cercarlo sui social; se vogliamo dire "ti amo" a chi amiamo o un pensiero a chi conosciamo basta mandare un messaggio su WhatsApp; e, se siamo gelosi o in ansia, possiamo sapere in tempo reale se siamo stati "flaggati" oppure no; se poi ci mettiamo alla guida, c’è sempre una voce robotica che ci informa sul tempo di percorrenza, sulle strade da fare e sul traffico che incontreremo.
Ma tutta questa "facilità" ci ha disabituati all’attesa, al mistero, al silenzio e all’incognita. Rendendo superflue le risposte che non arrivano subito, e che non soddisfano immediatamente il nostro bisogno di connessione impulsiva e di interazione simultanea.Un semplice palloncino lanciato in aria da un bambino con un messaggio senza destinatario ci ha riportato di colpo in un altro tempo e in un altro mondo, quando non tutto era a portata di mano, e quando gli altri, proprio perché più distanti e irraggiungibili, erano molto più preziosi di oggi. Nei secoli passati ci sono stati scrittori che hanno scritto le loro opere sapendo che difficilmente sarebbero state lette da qualcuno, e ci sono stati amanti che hanno spedito lettere senza sapere se gli amati le avrebbero mai ricevute o lette.
Oggi sarebbe inconcepibile non avere risposte immediate, attendere settimane o mesi un messaggio, scrivere cose importanti nascondendole tra le fessure dei muri. Ma avere tutto e subito, per quanto comodo, ha reso le nostre vite più annoiate e aride, e sempre meno stupite e meravigliate.Impariamo da questa piccola storia l’umiltà dell’attesa, perché prima o poi i veri bisogni del nostro cuore verranno sempre accolti da chi avrà occhi per vederci.
Ma non è controllando tutto compulsivamente che riceveremo le risposte che cerchiamo. Se le risposte arriveranno, esse arriveranno sempre da un posto molto lontano o profondo, magari attraverso un palloncino o un messaggio in bottiglia di cui anche la comunicazione digitale, a saper leggere con occhi generosi e incantati, è piena.
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