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Январь
2022

Nel Trevigiano sospese tutte le sfilate di Carnevale. «Si rischia il secondo anno senza carri»

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VITTORIO VENETO. Vi ricordate i Carnevali di Marca e la relativa lotteria? Addirittura 200 mila trevigiani a festeggiare, due anni fa. Poi, quel 23 febbraio 2020 arrivò l’ordinanza del presidente Zaia: si fermino gli spettacoli. Accadde a poche ore dalle sfilate di Vittorio Veneto e Cornuda e, prima, della conclusione: a Conegliano e Treviso. L’anno scorso la manifestazione venne di nuovo sospesa.

E quest’anno? Redo Bezzo, il dinamico presidente dell’Associazione “Carnevali di Marca”, nata a Cozzuolo, è in trepidazione. Lui e i suoi 50 collaboratori avrebbero tanta voglia riprendersi strade e piazze dei 21 Comuni coinvolti, ma hanno anche la piena consapevolezza che in queste condizioni pandemiche non è possibile “osare”. Non solo perché ci sono le ordinanze ad impedirlo, ma loro stessi si rendono ben conto che la situazione sanitaria non permette proprio gli assembramenti.

«Qualora arrivasse la conclusione, lo speriamo tanto, di questa emergenza pandemica - spiega Bezzo - saremo pronti a fare la nostra parte». Si sa, infatti, che alcuni gruppi hanno sostanzialmente già pronti i carri. Citiamo Sernaglia e Cornuda, per fare qualche nome. Ma è difficile che per la fine di febbraio maturi qualche opportunità. Forse in quaresima. Ma tradizione vuole, almeno nel Vittoriese, che la quaresima sia risparmiata dal divertimento carnevalesco. Un vero peccato, sospira Bezzo, per la socialità espressa da quella che è diventata ormai una tradizione. Socialità di cui oggi ci sarebbe molto bisogno.

«I carri più sofisticati – puntualizza il presidente – cominciano ad essere costruiti già dalla fine dell’estate. Quindi richiedono tempo e, soprattutto, tanta capacità artistica». Poi ci sono i gruppi mascherati, come quello parrocchiale di Bocca di Strada, guidato con passione da don Walter Gatti. «Mi risulta che per l’edizione che rischiamo di saltare i temi sono stati quelli classici, ma ha preso il sopravvento anche l’argomento principe, quello della pandemia, dei vaccini».

Ci sarebbe molto da ironizzare? «No, poco, con la sofferenza che il coronavirus sta comportando da due anni – risponde Bezzo -. Però è urgente anche un momento di serenità. E chissà che il carnevale non promuova anche un po’ di quella serenità di cui abbiamo bisogno». Qualora fosse possibile qualche evento, sarebbe blindato: numero chiuso, distanziamento, ingresso col Green pass.




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