Le cicogne senza cibo: a Cordenons trovano solo campi coltivati
CORDENONS. Avvistata una bellissima coppia di cicogne bianche a Cordenons: cercava cibo in un campo arato, un habitat non proprio congeniale.
L’avvistamento ha piacevolmente stupito molti passanti, ma ha suscitato malunore in chi, come Mauro Caldana, è un appassionato naturalista. I volatili hanno sostato un giorno e una notte all’interno di un paio di superfici agricole poco distanti dal cimitero, adiacente quindi alla zona speciale di conservazione (Zsc) del Vinchiaruzzo e delle risorgive. Più di qualche persona ha avvisato Caldana della bella comparsa.
«Ho spiegato loro che i due esemplari erano sicuramente stanchi e affamati per il volo migratorio primaverile verso i paesi dell’est Europa, dove vanno a riprodursi – racconta il cordenonese –. Peccato che l’evento abbia perso di felicità una volta che ho visto le foto dei due animali, scattate dal fotografo Roberto Gardonio. Le cicogne pascolavano nell’arato, quando invece avrebbero dovuto fermarsi lungo un fosso, per nutrirsi di qualche anfibio, o non dico in un prato, ormai inesistente a Cordenons, ma almeno in qualche capezzagna con l’erba».
«Dovrebbero essere state attratte dalle cornici ecologiche caratteristiche di una zona speciale di conservazione come quella del Vinchiaruzzo – prosegue –, invece hanno scelto la terra arata, dove la macchina espone repentinamente qualche topolino, a dire il vero diventato raro pure quello. Ancor di meno potevano sperare su altre prelibatezze, come qualche invertebrato, visti i fitofarmaci e i diserbanti che generosamente vengono dispersi sui posti».
Se questo succede è «anche grazie a delle amministrazioni comunali che, anziché adoperarsi per preservare le aree naturali, le demolisce concedendo sempre più spazio all’agricoltura com’è successo con l’ultima variante urbanistica, la 43», lamenta Caldana.
«La speranza – conclude – è che il futuro, all’interno e intorno alla Zsc, grazie al ripescaggio delle norme di conservazione che li caratterizza fin dalla nascita e anche per i nuovi e decantati articoli e commi costituzionali sulla biodiversità, l’ambiente e il paesaggio, riservi alle promesse di conservazione ambientale fatte allo Stato e all’Unione europea una concreta realizzazione.
Così da vedere gli animali ritornare a fermarsi non solo sui campi arati, ma anche in luoghi incantevoli brutalmente sottratti alla natura».
