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Июнь
2022

Omicidio Favorita, ucciso a mazzate e cosparso di birra: per i due imputati verdetto a settembre

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MANTOVA. Dopo averlo ucciso a colpi di mazza gli avrebbero versato della birra sulla testa. È uno dei macabri particolari emersi, ieri mattina, nel corso dell’udienza che ha visto comparire davanti al giudice per le indagini preliminari Beatrice Bergamasco i due presunti assassini di Atilio Ndrekai, il 23enne albanese che all’epoca dei fatti, il 2 luglio scorso, era ospite degli zii a Lunetta. Nonché presunti responsabili del grave ferimento di Pier Francesco Ferrari, 35 anni, di San Giorgio Bigarello, finito in coma e rimasto per alcuni giorni in un letto di rianimazione.

Presenti entrambi gli imputati: Hoshush Abdel Wahaad, 32 anni, presunto esecutore materiale dell’omicidio, attualmente in carcere a Mantova dopo la cattura in Spagna dove avrebbe tentato la fuga in Africa attraverso lo stretto di Gibilterra; e Chari Bouch Bouchta, 35 anni, agli arresti domiciliari che ha riversato sul presunto complice la responsabilità dell’omicidio.

L’udienza è iniziata con oltre un’ora di ritardo: l’interprete è svenuta e hanno quindi dovuto portarla con l’ambulanza in ospedale. Il procedimento giudiziario è ripreso alle 14.30. È stato a quell’ora che il carabiniere di servizio ha avuto un gran da fare per tenere a bada i parenti del giovane ucciso, nel momento in cui sono comparsi gli imputati per entrare in aula.

Il militare, con sangue freddo, è riuscito a controllare le reazioni di rabbia dello zio della vittima e della sua compagna, che non ha saputo trattenersi davanti al presunto omicida, scortato in manette dalla polizia penitenziaria. In aula sono volate parole grosse e minacce anche nei confronti del secondo imputato. Battibecco anche tra i parenti della vittima e uno degli avvocati difensori.

L’udienza si è conclusa attorno alle 16.30 con l’accoglimento della richiesta da parte dei difensori del giudizio abbreviato: l’udienza si svolgerà il 13 settembre.

Si sono costituiti parte civile gli zii e il fratello della vittima, oltre ai genitori di Pierfrancesco Ferrari che, lentamente sta riprendendo una vita pressoché normale. Scatenata la zia del 23enne ucciso che ha cercato di parlare al presunto omicida mentre veniva portato in carcere. Quest’ultimo ha risposto con una sorta di sorriso beffardo.

Se le accuse venissero confermate i due imputati rischiano.




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