Cansiglio, la denuncia ambientalista: «Cervi inseguiti in fuoristrada nella stagione dei bramiti»
Sull’altopiano del Cansiglio sta ormai volgendo al termine l’annuale periodo del bramito del cervo, iniziato circa un mese fa. Anche quest’anno l’evento ha richiamato sull’altopiano un gran numero di persone. Una buona parte si è comportata in modo corretto, «ma sono stati molti quelli che hanno disturbato anche intensamente gli animali».
La denuncia è di Michele Boato, dell’Ecoistituto, e di Giancarlo Gazzola, di Mountain Wilderness. «Purtroppo sono stati molti quelli che, indifferenti alla necessità di tranquillità degli animali, li hanno inquadrati con i fari delle macchine, li hanno inseguiti dentro i pascoli recintati con grosse torce elettriche, perfino in bicicletta. Ci è stato riferito addirittura parecchi casi di inseguimenti con fuoristrada dentro i pascoli stessi». Sembra anche che ne abbiamo approfittato i bracconieri e si sono sentiti più volte degli spari.
«Quindi a volte è mancato il controllo. Gli ex forestali, diventati carabinieri, sono ridotti a pochissime unità. Gli enti preposti alla gestione del Cansiglio, e cioè le due regioni Veneto e Friuli, i Carabinieri Forestali e le Provincie interessate, Belluno, Treviso e Pordenone, dovrebbero prendere atto del problema e dialogare tra loro, al fine di mettere in atto un’azione di prevenzione e controllo, organizzando un servizio di informazione e presenza sul territorio nel periodo e nelle ore in cui il bramito si svolge, per garantire la tranquillità di cui gli animali hanno bisogno».
In parte i cervi potrebbero anche essersi dispersi nelle zone limitrofe al Cansiglio, dove la presenza degli spettatori è pressoché nulla.
Il bramito è un evento naturale di grande fascino ed è giusto che sia conosciuto e apprezzato, fa bene anche al turismo, «ma non posiamo dimenticare il rispetto e i diritti degli animali e gli enti pubblici che sono coinvolti devono prenderne atto ed agire, in modo che il prossimo anno la situazione sia finalmente sotto controllo».
Boato e Gazzola ricordano che il contesto dei bramiti è molto delicato ed esige fermo rispetto. I cervi maschi si creano un harem formato da molte femmine, e difendono quest’harem con tutte le loro forze e con tutta la loro voce. Per far capire agli altri maschi che quello è il loro territorio, infatti, emettono un caratteristico verso, il bramito, uno struggente richiamo d’amore.
Sulla base della potenza vocale si creano delle vere e proprie sfide. In molti casi il confronto rimane a livello “vocale”, ma se la potenza dei bramiti dei due cervi non basta a stabilire la supremazia dell’uno o dell’altro, si arriva a un confronto in forma di parata: i due cervi si studiano a distanza, eseguono dei movimenti di sfida senza toccarsi e si esibiscono. Quello che ha un fisico più imponente, corna più grandi, vince.
La stagione dei bramiti si accompagna, in Cansiglio, a quella spettacolare del foliage. Da qui il grande afflusso di curiosi, sostanzialmente a tutte le ore del giorno e anche la notte. Quest’anno, fra l’altro, i cervi si sono dispersi sull’altopiano, anche ai margini della foresta. Ed è proprio da queste parti che sono stati rincorsi da centinaia di “visitatori”.
