Sfida a due fra Da Giau e Liva per la segreteria del Partito democratico in Fvg
TRIESTE Chiara Da Giau o Renzo Liva. Tertium non datur, visto che il terzo candidato accreditato per la corsa alla segreteria regionale del Partito democratico, Franco Lenarduzzi, si è tirato fuori ieri. Il sindaco di Ruda e rappresentante dell’Anci per i piccoli comuni ha comunicato ieri il proprio endorsement per Liva, riducendo dunque a un derby pordenonese la sfida per la guida dei dem regionali.
Preso atto delle dimissioni di Cristiano Shaurli, i componenti dell’assemblea regionale del Pd sceglieranno sabato a Palmanova chi dovrà traghettare il partito verso l’appuntamento con le elezioni regionali della prossima primavera.
«Considerato che le politiche regionali del Fvg sono davvero peggiorate sui temi dell’autonomia, degli enti locali e dei servizi per la salute, ho lanciato un forte appello ai colleghi amministratori locali coi quali lavoro da sempre, perché non basta soffermarsi ad amministrare bene il proprio comune, se poi il contesto regionale ogni giorno mortifica lavoro e prospettive – scrive Lenarduzzi in una nota diffusa ieri –. Negli ultimi anni è mancata visione su temi di sviluppo complessivo e si sono indeboliti i capisaldi sui diritti conquistati in ambito sociale e sanitario». Un appello «che Renzo Liva ha accolto e fatto suo anche per la sua esperienza amministrativa».
E alla luce di questo «importante fatto politico» Lenarduzzi ha ritenuto «di optare, rispetto all’impegno diretto, al sostegno della candidatura di Liva». Che ha fornito ai compagni di partito la propria disponibilità, non ufficializzando tuttavia ancora la propria candidatura alla segreteria. Una candidatura che godrebbe dell’appoggio di diversi amministratori locali, ma anche dell’ex segretario regionale Salvatore Spitaleri.
Chi ha giocato a carte scoperte in tempi non sospetti è Da Giau, che può contare sull’appoggio di ex parlamentari e colleghi consiglieri regionali. «La presenza di più candidature è segno di vitalità nel partito», commenta, spiegando come il documento programmatico a sostegno della propria candidatura conterrà chiari riferimenti «al rafforzamento dei circoli locali» e «all’apertura del partito verso l’esterno, anche per la costruzione dei programmi in vista delle elezioni».
Il termine per la presentazione delle candidature (servono le firme di almeno dieci componenti dell’assemblea) scade martedì a mezzogiorno: toccherà poi alla commissione di garanzia, presieduta dalla triestina Loredana Lepore, vagliarle e ammetterle al giudizio dei 110 delegati che si esprimeranno sabato in assemblea.
Anche se non sono mancati in queste ore appelli per una candidatura unitaria, gli aspiranti traghettatori dovrebbero essere dunque due: chi otterrà almeno il 50 per cento più uno dei consensi sarà eletto. —
