Affitti non pagati e debiti: l’Asst chiude il contratto ai gestori del bar dell’Oglio Po
L’Azienda socio-sanitaria di Cremona ha deciso di risolvere anticipatamente il contratto di affidamento in concessione del servizio di gestione del bar interno all’ospedale Oglio-Po (la cui scadenza naturale sarebbe stata nel marzo 2026). Il direttore generale Giuseppe Rossi ha decretato inoltre l’avvio di un’azione legale per il recupero del credito maturato dall’Azienda nei confronti del concessionario.
La vicenda è per certi versi l’ennesima conseguenza degli stravolgimenti provocati dal Covid. Durante i periodi più caldi della pandemia, come si ricorderà, l’accesso a reparti e ambulatori del presidio ospedaliero venne drasticamente limitato; e, di conseguenza, la clientela del bar-ministore-edicola calò in modo sensibile. L’amministrazione ospedaliera accordò allora ai gestori, per il periodo luglio 2020-dicembre 2021, una riduzione del canone dovuto (pari da contratto a circa 2900 euro al mese). Tale sconto venne commisurato alla riduzione di fatturato riscontrata.
«Il canone così ricalcolato – afferma Rossi, nel decreto firmato in questi giorni – fu versato per intero dall’operatore sino al marzo 2021. In seguito però la società ha progressivamente gravato la propria posizione debitoria, disattendendo i solleciti ricevuti e anche l’accordo, del giugno 2022, con cui le veniva concessa una dilazione di pagamento dei debiti pregressi. A oggi il debito gravante sul concessionario corrisponde a circa 138mila euro». Nel frattempo, la Cgil ha chiesto all’Azienda socio-sanitaria di provvedere al pagamento delle retribuzioni maturate da alcune dipendenti della concessionaria. Nel gennaio scorso Asst Cremona ha formalmente invitato l’operatore a saldare ogni pendenza entro quindici giorni.
«Infruttuosamente superato tale termine», e ritenute da respingere le giustificazioni addotte dal privato, Rossi ha quindi provveduto a contestare gli addebiti e a risolvere il contratto.
«I locali dovranno essere liberati entro trenta giorni, così da procedere con la pronta riattivazione del servizio. Inoltre si agirà per il recupero del credito maturato e del risarcimento dei danni». Il privato, qualora lo ritenga, potrà eventualmente proporre ricorso nelle sedi opportune.
