Martedì in cattedrale a Chioggia l’addio a Donin
Chioggia si è risvegliata domenica ancora attonita per la scomparsa prematura di Pierluca Donin, attore, scrittore, autore e registra teatrale, padre del successo mondiale delle Baruffe in calle. E si prepara a dare l’ultimo saluto, domani (martedì) alle 15.30 in cattedrale, a uno dei suoi figli più illustri.
Donin, 61 anni, direttore di Arteven e dal 2019 presidente di Arti, l'Associazione delle reti teatrali italiane, a Chioggia era conosciuto, e stimato, da tutti. Da sabato pomeriggio, quando la malattia fulminante l’ha strappato all’affetto dei suoi cari, la città non parla d’altro.
Centinaia i messaggi di cordoglio e i post con ricordi legati alla sua infinita passione per il teatro e per la sua città. Malgrado gli impegni professionali lo portassero sempre in giro per l’Italia, Donin non aveva mai voluto spostarsi da Chioggia. L’isola era la sua casa e proprio nell’isola aveva ideato 25 anni fa il capolavoro delle Baruffe in calle, rivisitazione itinerante del successo goldoniano, dove il teatro sposa la danza, la musica e persino la gastronomia. Un regalo che aveva voluto fare alla città tanto che, malgrado le proposte, non aveva mai voluto esportare il format. A Chioggia ha dato moltissimo e ora Chioggia, ma anche tutto il Veneto, lo sta piangendo.
«Con lui se ne va forse il maggiore conoscitore del teatro veneto», ricorda il presidente di Arteven, Massimo Zuin, «sotto la sua direzione, il circuito multidisciplinare regionale è diventato negli anni il primo circuito nazionale per spettacoli distribuiti. Pierluca era il punto di riferimento per chi si occupava di spettacolo dal vivo, sempre dietro le quinte, ma con una fortissima presenza. Da domenica siamo tutti più soli, sarà un vuoto impossibile da colmare».
Per il lutto, Arteven ha deciso di annullare anche la conferenza stampa sul progetto Hemingway che era in calendario per stamattina. Al cordoglio del presidente del Veneto Luca Zaia e del sindaco di Chioggia Mauro Armelao, si è unito anche il sindaco di Venezia. «A nome del Comune e di tutta la Città metropolitana, oltre che mio personale, voglio esprimere le più sentite condoglianze alla famiglia e a tutti i suoi cari per la perdita improvvisa», spiega Luigi Brugnaro, «Una notizia che ci rattrista tutti. Pierluca è stato un punto di riferimento per la promozione della cultura teatrale e non solo del nostro territorio. Grazie alle sue intuizioni, abbiamo portato a esibirsi nei nostri palchi attori famosi, ma soprattutto tanti giovani, per dare loro la possibilità di sviluppare il proprio talento. Voglio ringraziarlo per aver accettato la sfida di far uscire il teatro dal palcoscenico, con tanti “fuori programma” nei diversi luoghi della città di Venezia, per arrivare il più possibile vicino alle persone, in particolare ai bambini. Tra pochi giorni celebreremo i 110 anni del Teatro Toniolo: Pierluca è tra coloro che l’hanno reso un’eccellenza nel panorama culturale. Grazie per quello che hai dato a tutti noi».
Ma i ricordi più belli sono quelli che in queste ore stanno lasciando gli amici di una vita, chi in questi tre mesi di malattia non l’ha lasciato solo nemmeno un’ora, circondando di affetto lui, la compagna Moira e l’adorata figlia Virginia, gli attori del Piccolo teatro città di Chioggia, i musicisti e gli artisti tutti che con lui condividevano la passione per la cultura, in ogni forma.
