Bozzolo, addio a Luigina Cirelli: la sua casa fu cenacolo intellettuale e spirituale
Ultimo saluto, lunedì mattina (21 agosto) nella chiesa parrocchiale di Bozzolo, alla 91enne Luigina Cirelli, vedova o meglio, come definisce il necrologio, “sposa” di Libero Dall’Asta. Non si può parlare di lei, del resto, senza il ricordo del marito, docente di lettere alla locale scuola media e soprattutto grande estimatore di don primo Mazzolari, a cui era molto vicino. Tanto che l’omonima fondazione, tramite l’allora presidente don Giuseppe Giussani e tramite monsignor Loris Capovilla, (che divenne cardinale), lo insignì in chiesa, con una medaglia, con lei accanto.
Libero Dall’Asta fu il segretario del comitato per le onoranze istituito alla scomparsa di Mazzolari, riuscendo a mantenere i contatti con gli amici di don Primo e con gli studenti che intendevano preparare tesi di laurea sull’indimenticato prete di Bozzolo. A ricordare quel periodo, ieri, è stato Stefano Albertini Mussini, mentre volava verso il ritorno alla Casa Italiana Zerilli-Marimò della New York University, dove è direttore.
«Per decenni, prima che ci fosse una Fondazione don Primo Mazzolari, la bella casa di Luigina e del suo amatissimo Libero fu cenacolo intellettuale e spirituale e soprattutto di incontro per universitari in cerca di guida, sacerdoti in crisi, vescovi ai margini, editori, scrittori. Nessuno lasciava la casa Dall’Asta -Cirelli senza un consiglio, una parola di incoraggiamento, un pasto fraterno e il sorriso di Luigina».
Racconta, Albertini Mussini, che Luigina era soprattutto una donna di grandissima fede. «Una fede non sbandierata, mai esibita, mai bigotta, mai giudicante- dice lo studioso - alimentata dalla liturgia e dai canti sacri che teneva ripassati anche mentre stirava». Per sé, Luigina Cirelli ha chiesto che fosse intonata l’antica antifona gregoriana in latino “In paradisum”, che spiega il suo ingresso in paradiso, brano che la corale ha eseguito magistralmente. La donna lascia i figli Daniele, Alberto e Maria Vittoria.
