San Giorgio compra la scuola Botta per 116mila euro
san giorgio canavese
Il Comune di San Giorgio Canavese compra un asilo a prezzo di saldo per garantire la continuità didattica.
L’esecutivo del sindaco Andrea Zanusso corre in aiuto della scuola materna paritaria Carlo Botta, di proprietà e gestito dall’omonimo ente (un ex Ipab), che con un bilancio in forte passivo, non più sostenibile con i contributi statali e comunali, e le rette dei genitori, rischiava seriamente di non poter garantire la ripresa dell’anno scolastico il prossimo settembre.
L’unica soluzione era la vendita dello storico edificio in via Carlo Botta, a fianco del museo Nossi rais che una perizia tecnica ha valutato in 340mila euro, ma che il Comune si è aggiudicato al costo di 116 mila euro, finanziato attraverso l’accensione di un mutuo con la Cassa depositi e prestiti. L’alienazione dell’edificio e l’acquisto sono già stati formalizzati nella seduta di Consiglio dello scorso 3 agosto.
«Si tratta di un servizio importante per il paese – argomenta il vice sindaco Sergio Algostino – che andava difeso. Con la vendita dell’immobile l’ente potrà far fronte alla passività e non interrompere l’attività scolastica. Inoltre il Comune è già proprietario di parte del palazzo che fu la casa dello storico Carlo Botta e che ospita il museo Nossi raiss. Acquisendo la restante parte dell’edificio, disporremo di ulteriori spazi da destinare alle finalità istituzionali in materia educativa, scolastica e culturale. Ma soprattutto si evita il rischio che l’edificio diventi di proprietà di soggetti privati che potrebbero utilizzarlo per altri scopi».
Senza trascurare il fatto che l’ente asilo Carlo Botta non avrà più a suo carico le spese di manutenzione. «Il nostro obiettivo – puntualizza Algostino – è procedere con la statalizzazione della scuola materna tra due anni».
Obiettivo a cui punta anche l’ente asilo: «Consapevoli delle difficoltà a cui andavamo incontro, legate soprattutto al calo degli iscritti, che sono scesi a venti, abbiamo ricercato soluzioni con l’amministrazione comunale – conferma il presidente del consiglio di amministrazione Pier Loris Peila –. Dopo la vendita dell’edificio ci attiveremo per lo scioglimento dell’ente indispensabile per il processo di statalizzazione. Inoltre con la vendita al Comune la scuola resterà della comunità, come è stato dalla metà dell’800. Ma per questo anno scolastico la gestione non cambierà e le rette non subiranno aumenti».
In media il Comune versava all’ente asilo un contributo annuale pari a circa diecimila euro oltre a prevedere tariffe agevolate in base all’Isee. Una cifra che a fronte di un calo delle iscrizioni e quindi delle rette, e dell’aumento dei costi dii gestione non era più sostenibile per l’ente asilo, arrivato ad un disavanzo di novantottomila euro, accertato dall’ultimo bilancio presentato al Comune. Lydia Massia
