Ivrea, bimbi malati di tumore costretti a curarsi negli ospedali di Torino
Ivrea
Mancanza di locali adeguati per fornire in modo puntuale ai bambini malati oncologici gli interventi previsti per i centri di secondo livello, oltre a vari disagi dovuti ai molteplici viaggi che le famiglie di questi bambini devono affrontare per recarsi a Torino per le terapie che, dopo la pandemia, non vengono più eseguite a Ivrea. Questo il contenuto di un’interpellanza a firma del consigliere di minoranza Massimiliano De Stefano (Azione-Italia Viva), presentata nel consiglio comunale di martedì 18 giugno, nella quale si chiede a sindaco e giunta se intendano intraprendere azioni per fornire adeguata informazione sul tema e sostegno alle famiglie con minori malati oncologici.
«C’è bisogno che l’amministrazione si attivi in merito – commenta De Stefano –. I minori malati oncologici sono una trentina tra il nostro territorio e quello della Valle d’Aosta, ma a oggi vi è solo un alloggio dedicato a Torino, messo a disposizione dall’Unione genitori italiani, dove tra l’altro possono andare solo o la mamma o il papà. Bisogna creare le condizione per cui sia possibile fare terapia anche qui a Ivrea. Ci sono bambini che devono andare ogni settimana, il disagio è enorme. Spero che l’amministrazione, in particolare l’assessorato alle politiche sociali, si attivi anche per aggiornarci, almeno una volta ogni 3 mesi, per quanto riguarda questa situazione e cosa si sta facendo a riguardo».
«Come assessorato collaboriamo con l’Ugi, che aiuta i genitori in questa situazione – spiega la vice sindaca e assessora alle politiche sociali Patrizia Dal Santo –. In questi giorni abbiamo incontrato sia la presidente dell’Ugi che il primario di pediatria. È vero, dopo la chiusura del Covid19 il reparto dedicato è stato spostato al terzo piano e presenta un problema di capienza e spazi ridotti. Il reparto è accogliente ma piccolo, conta 2 stanze con 8 posti letto in tutto, ma secondo il piano regionale l’utilizzo sarebbe consentito il pernottamento solo a 4 o 5 pazienti alla volta. Questo anche a causa della mancanza di personale infermieristico notturno. C’è una stanza per l’isolamento con bagno dedicato, pensata per le terapie dei bambini oncologici, mentre in passato erano due. C’è stata quindi una forte riduzione, ma la mancanza di spazi è solo metà del problema. L’altra grave criticità riguarda la mancanza di personale, la cui ricerca continua quotidianamente, ma per ora si è costretti a ricorrere ai gettonisti. Grazie alle recenti assunzioni è stato possibile riprendere le chemioterapie in day hospital, mentre non sono ancora possibili quelle con degenza notturna proprio per mancanza di personale, nonostante questa dovrebbe essere prevista dagli ospedali spoke di secondo livello come il nostro».
«L’obiettivo è arrivarci, anche se al momento non è possibile - prosegue Dal Santo -. Nonostante ciò, è importante sottolineare che la nostra pediatria è l’unica in tutta l’Asl/To4 dove vengano presi in carico i bambini malati oncologici per la terapia. Il primario ha spiegato che stanno entrando nella rete formativa della specialistica pediatrica, in modo da poter avere il supporto degli studenti del secondo anno di specializzazione, che potrebbero dare una mano, ed è attivo un dialogo costante con la direzione generale per allargare il reparto alla vicina urologia, della quale viene già usato un piccolo studio, ma sarà possibile solo dopo la ristrutturazione dello spazio che era stato dedicato al Covid19». «Come amministrazione - conclude la vicesindaca - rimarremo in stretto rapporto per vigilare su questo progetto di ampliamento».
«L’attenzione da parte dell’amministrazione sul tema è importante – conclude De Stefano –. Dobbiamo essere in grado di seguire da vicino la situazione per ripristinare in breve tempo gli spazi dedicati. Le chiedo di prendere a cuore questa situazione».Lorenzo Zaccagnini
