Prete morto per l’eccessiva morfina, l’infermiere sospeso non si capacita: è spaventato e dispiaciuto
«È una persona spaventata e molto dispiaciuta... non capisce quel che sta succedendo. Tutto qui... Intanto aspettiamo l’esame autoptico, poi vedremo. È presto per qualsiasi cosa, abbiamo solo l’avviso di garanzia».
Così l’avvocato Ferdinando Coppa, che ha preso in carico la difesa di fiducia del 45enne infermiere dell’ospedale di Feltre indagato dell’omicidio colposo con colpa medica di padre Luigi Bassetto.
Il sacerdote trevigiano, ottantenne, era in condizioni di salute molto precarie e ritenute gravi da diversi anni. È deceduto mercoledì al Santa Maria del Prato di Feltre dove era ricoverato nel reparto di medicina generale: ultimamente si era registrato un ulteriore peggioramento dei suoi problemi cardiaci, che avevano costretto a portarlo in ospedale.
Padre Bassetto aveva dunque abbandonato il suo domicilio al castello di Quero dove era seguito da una volontaria supportata da una badante.
Mercoledì 19 giugno appunto il decesso: secondo l’Ulss, che ha proceduto con la segnalazione alla procura, sarebbe avvenuto per una somministrazione di morfina dieci volte superiore alla normale dose prescritta per il sacerdote.
Un errore nel dosaggio di antidolorifico avrebbe provocato la morte del sacerdote, ma sarà l’autopsia prevista per oggi a dichiarare se è effettivamente così.
Stando agli elementi finora emersi, l’infermiere incaricato di somministrare la morfina a padre Bassetto avrebbe sbagliato questo dosaggio, moltiplicando per dieci la quantità di morfina.
Un’azione sulla quale bisognerà fare luce: capire perché nel corpo del prete siano entrati dieci milligrammi di morfina tutti in una volta, quando doveva riceverne un decimo, benché a quanto pare lo stupefacente fosse inserito in una flebo, dunque a lento rilascio.
Dopo la denuncia della Ulss di Belluno, la procura ha dunque aperto una indagine e il primo atto che segnerà una tappa decisiva nell’inchiesta è l’autopsia sul corpo del sacerdote: sarà affidata lunedì 24 giugno all’anatomopatologo Antonello Cirnelli.
Anche la difesa dell’infermiere potrà nominare un suo consulente, così come le altre parti coinvolte.
I quesiti posti dalla magistratura sono appunto sulla causa di morte di padre Luigi Bassetto, se cioé la morfina abbia determinato un situazione irreparabile.
Gli esiti dell’esame autoptico non si conosceranno a breve, comunque, trattandosi di responsi che verranno dal tossicologico, per il quale sono necessari alcuni mesi.
L’infermiere, dal canto suo, è apparso più che provato della situazione nella quale si è trovato, almeno dalle poche parole che ha scambiato con il suo difensore Ferdinando Coppa. Il caso da entrambi sarà esaminato in maniera più approfondita nei prossimi giorni: «È una persona molto spaventata perché non capisce che cosa gli stia succedendo», si limita a dire l’avvocato, anche perché l’inchiesta a suo carico ha avuto come primo effetto la sospensione dal lavoro in ospedale.
Il 45enne, un italiano, non veneto, da qualche tempo vive in provincia e con la Ulss Dolomiti ha un contratto a tempo indeterminato.—
