Ex Valdata, da ottobre una nuova azienda e assunzioni in vista
CORANA
Saranno in parte recuperati, a breve, i capannoni dell’ex Valdata di Corana. Dal 1º luglio, infatti, una nuova società, la Ravago Italia Spa (branca nazionale dell’omonima azienda belga produttrice e distributrice di polimeri plastici) entrerà in possesso di circa 20mila metri quadrati un tempo facenti parte della storica ditta di laterizi fallita nel 2015, a cui si aggiunge un’area altrettanto grande che comprende l’attuale capannone dell’Agropo.
L’operazione che si prepara a compiere la multinazionale, quindi, è in parte un recupero di un’area dismessa e in parte un cambio di destinazione d’uso a un insediamento ancora produttivo, nel quale si è lavorato fieno e paglia fino alla scorsa annata agraria. «Quello che hanno in mente di realizzare i nuovi proprietari, almeno per quanto ci è stato detto nei colloqui preliminari intercorsi negli scorsi mesi – spiega il sindaco di Corana, Vittorio Balduzzi, appena rieletto per il suo quarto mandato – è esclusivamente un centro di stoccaggio, un magazzino di materiali plastici, quindi non un sito di produzione. Inoltre non è previsto consumo di suolo: la nuova ditta deve decidere se buttare giù e ricostruire oppure se recuperare il capannone Valdata, ma in ogni caso non supererà le attuali volumetrie».
Stando così le cose, non sarà necessario sottoporre il progetto a particolari procedure di valutazione ambientale. Il nuovo insediamento, infatti, dovrebbe avere sul paese un impatto tutto sommato modesto: «È ovvio che ogni nuovo insediamento un impatto sul territorio inevitabilmente ce l’ha – sottolinea il sindaco – ma è vero anche che in questo caso l’unico aspetto che potrebbe destare qualche preoccupazione è il traffico, e stiamo parlando di un aumento non esponenziale, perché l’area è già utilizzata. Non sono tipo da stendere il tappeto rosso a chiunque bussi alla porta del Comune, - specifica Balduzzi - e negli anni ho bocciato parecchie proposte che non mi convincevano. In questo caso gli incontri con l’azienda (alla quale, giusto per chiarire, non potremmo comunque impedire di acquistare) sono stati confortanti: ci è sembrata seria, collaborativa e rispettosa del luogo in cui vuole insediarsi».
Anzi, la maggiore ricaduta per la piccola comunità di Corana (che conta circa 800 abitanti) potrebbe essere quella occupazionale: se al momento alla Agropo lavorano 7 persone, la nuova realtà potrebbe assumerne una ventina. E, se tutto filerà liscio, i lavori potrebbero cominciare già in autunno. Serena Simula