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Октябрь
2024

Riaffiorano affreschi del 1200 durante i lavori nella chiesetta di Moimacco: «Ritrovamento rarissimo»

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Sono riaffiorate a sorpresa, grazie allo spostamento di alcuni conci durante un’attività di restauro: decorazioni ad affresco antichissime, duecentesche, sono state individuate nella chiesetta di San Donato in Valle, che per la sua posizione solitaria in mezzo alla campagna cattura lo sguardo di chi percorre la strada Udine-Cividale, a breve distanza dall’abitato di Moimacco.

Il ritrovamento è «rarissimo», assicurano il professor Luca Mor, componente della commissione d’arte sacra dell’Arcidiocesi di Udine, e il restauratore Stefano Tracanelli, cui il parroco di Moimacco, don Luciano Slobbe, ha affidato un’azione di risanamento del luogo di culto (risalente al XII-XIII secolo) per rimediare ai danni causati da pesanti infiltrazioni.

Finanziate dalla Regione e attuate sotto la stretta supervisione della Soprintendenza, le opere erano state avviate nella seconda metà di agosto e si concluderanno a fine mese: «Le attività – ha confermato l’assessore alla cultura di Moimacco, Alberto Rosati, nel corso di una presentazione pubblica dell’eccezionale rinvenimento, svoltasi nella mattinata di venerdì 18 ottobre – erano finalizzate a rimediare alle conseguenze provocate dall’umidità per capillarità e per gravità».

L’intervento, ha proseguito, prevedeva il recupero di frammenti di affreschi del Duecento (raffiguranti Caino e Abele) che si stavano irrimediabilmente deteriorando. «Durante i lavori – ha spiegato Tracanelli – indagando sui margini inferiori dei brani pittorici si è constatato che i dipinti proseguivano all’interno della muratura di tamponamento delle antiche arcate che costituivano il margine esterno delle due absidi laterali della chiesa romanica».

È così emersa una decorazione fitomorfa sull’intradosso dell’arco, in perfetta continuità materiale e stilistica con le parti pittoriche già in luce. «La scoperta – ribadisce Tracanelli – è di portata straordinaria sotto il profilo artistico e archeologico, per comprendere la storia del sito e le trasformazioni architettoniche da cui è stato interessato nel corso dei secoli: il restauro tenderà a rifunzionalizzare l’assetto medievale della chiesa, in cui gli affreschi avranno un ruolo preminente».

Il piano di recupero del bene, peraltro, dovrà proseguire (la parrocchia è infatti alla ricerca di nuovi finanziamenti) per risolvere in via definitiva la criticità delle infiltrazioni, a tutela di un edificio che «testimonia – ha sottolineato il sindaco Enrico Basaldella – l’enorme ricchezza storica, culturale e artistica di questo territorio».




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