Bunker di Opicina imbrattati dai vandali: sospese le visite guidate
Simboli fallici, macchie di colore, scritte incomprensibili. Sono gli imbrattamenti con cui ignoti vandali hanno sfregiato i bunker di Opicina, meta di turisti e appassionati di storia.
Incuranti del valore della cosa pubblica e incapaci di rispettare il lavoro dei tanti volontari che dei bunker si prendono cura, gli autori dell’inqualificabile gesto non hanno avuto remore, spargendo colori ovunque sulle pareti di roccia. Sono stati i volontari che si occupano dei bunker da dieci anni, facendone conoscere il valore storico ai visitatori, a presentare denuncia alle competenti autorità.
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A rivolgersi alle forze dell’ordine sono stati Fabio Mergiani e Furio Alessi, responsabili del Gruppo artistico ambientale storico triestino (Gaast), denunciando questo nuovo grave atto di vandalismo, scoperto durante una delle visite organizzate in occasione di “Autunno a Opicina”, la manifestazione promossa dal Consorzio Centro in via – Insieme a Opicina, nelle giornate della Barcolana.
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«Le pareti, sia esterne sia interne – spiegano Mergiani e Alessi – sono state coperte di scritte e disegni, deturpando un bene che, da dieci anni, l’associazione cerca di tutelare e mantenere in ordine. Un grave danno a tutta la comunità. Considerata l’entità sono state sospese le visite fino a quando non saranno ripulite le superfici della struttura».
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Alla denuncia si è affiancata la protesta del Consorzio Centro in via – Insieme a Opicina, la cui presidente Nadia Bellina ha auspicato che «i colpevoli possano essere rapidamente individuati. Servono un maggiore controllo del sito e strumenti adatti a impedire l’accesso a persone non autorizzate, oltre che impianti di video sorveglianza. Finora sono state soprattutto le associazioni private come il Gaast a prendersi cura di questa grande memoria del Novecento. È il momento di avviare un progetto organico e istituzionale che metta in rete le oltre 1.300 strutture del territorio regionale, per custodire e promuovere un’eredità storica che è anche valore aggiunto e peculiarità della regione».
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L’auspicio, emerso anche negli Stati generali del Turismo storico della Guerra fredda, è di inserire il turismo relativo a quegli anni, ricomprendendo una mappatura e un calendario di visite guidate ai bunker di Opicina. —
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