Bancarotta consorzio Ast, chieste quattro condanne: per l’ex sindaco Sala il pm vuole 3 anni e 4 mesi
VIGEVANO. Processo per la bancarotta del consorzio Ast (Agenzia per lo sviluppo territoriale) di Vigevano, il pm chiede quattro condanne per gli imputati. Traquesti c’è anche l’ex sindaco e attuale consigliere regionale Andrea Sala (Lega): per lui è stata chiesta la pena più alta, tre anni e quattro mesi. Oltre a Sala, gli imputati sono Carlo Cavigliani, ex presidente della Fondazione Roncalli, Massimo Boccalari, ex presidente del consorzio Ast, e Alessandro Mazzoli, ex direttore di Ast e dell’area formazione di Fondazione Roncalli: per Cavigliani e Mazzoli sono stati chiesti tre anni, per Boccalari due anni e nove mesi.
Gli imputati sono tutti accusati a vario titolo di bancarotta e peculato, mentre per il solo Boccalari, c’è anche l’accusa di malversazione a danno dello Stato, perché ha ottenuto dal Comune di Vigevano 224.868 euro, tra il 2015 e il 2016, a favore del progetto “ShoeStyleLab”, ma non avrebbe destinato a questa attività 53.874 euro. La bancarotta riguarda il trasferimento a titolo gratuito del ramo formazione di Ast e la donazione di 334.941 euro a fondazione Roncalli. L’accusa di peculato nasce dal presupposto che si tratta di pubblici ufficiali. Per la procura, Sala sarebbe stato il regista di tutta l’operazione, perché al sindaco spettavano la nomina del presidente di Ast e della maggioranza del cda di fondazione Roncalli. Oggi, giovedì 5 dicembre, era la giornata delle difese, poi il pm ha fatto la sua arringa. La sentenza è prevista giovedì 9 gennaio.