Nessuno svegli il Bournemouth di Iraola: stile mediterraneo, anima basca e classifica da Champions
C’è una piccola squadra, nei Paesi Baschi, nella quale hanno avuto inizio le storie calcistiche di personaggi importanti, poi diventati grandi allenatori. Si chiama Antiguoko e ha sede nel quartiere Antiguo, a Ovest di San Sebastian. Qui, in questo laboratorio di giovani, sono passati due centrocampisti di sostanza come Mikel Arteta e Xabi Alonso. Sempre qui, spiccò il volo Andoni Iraola, per godersi una splendida carriera all’Athletic Bilbao. Arteta guida l’Arsenal. Alonso nel 2024 ha condotto il Bayer Leverkusen alla storica conquista del primo campionato tedesco delle “aspirine”. Andoni Iraola, meno conosciuto dalle nostre parti, ma con sette presenze nella nazionale spagnola, è il coach del Bournemouth, l’ultima sorpresa proposta dalla Premier. Sabato, le “Ciliegie” hanno strapazzato 5-0 il Nottingham Forest, con tripletta di Ouattara e gol in apertura dell’ex romanista Justin Kluivert. Il figlio dell’ex attaccante di Milan, Barcellona e Olanda, dall’8 gennaio 2025 ct della nazionale indonesiana, è già a quota 11 nella stagione in corso. Da un paio di mesi sta facendo il fenomeno. Un po’ come il Bournemouth: 11 gare senza sconfitte, settimo posto in classifica, vista sull’Europa.
Bournemouth è un bel posto per vivere. La città, fondata nel 1810 da un vecchio capitano, in una costa di pescatori e contrabbandieri, si sviluppò in tempi rapidi per due ragioni: il clima mite e il collegamento ferroviario con Londra. Un ufficiale in congedo, Lewis Tregonwell, ordinò di piantare centinaia di alberi di pini: Bournemouth acquisì profumi e colori di un luogo mediterraneo. Oggi, il lungomare di sabbia dorata è una filiera di stabilimenti, bar e ristoranti. Gli inglesi ricchi, soprattutto i pensionati, vengono a svernare da queste parti. Il Bournemouth è diventato una realtà calcistica negli ultimi dieci anni, con la storica promozione in Premier nel 2015, sotto la guida di Eddie Howe, ora al Newcastle. Dal dicembre 2022, il club è nel portafoglio di un gruppo di investitori statunitensi, rappresentati da un sostenitore finanziario di Donald Trump, Bill Foley, uomo d’affari che possiede anche l’Auckland FC in Nuova Zelanda e quote di altre due squadre, i francesi del Lorient e gli scozzesi dell’Hibernian. Il direttore sportivo dal maggio 2024 è una vecchia conoscenza della Roma: il portoghese Tiago Pinto. Lo stadio è il Vitality, capienza 11.635 posti: il più piccolo della Premier. Iraola è sbarcato in Inghilterra il 19 giugno 2023, dopo una promozione nella Liga e due salvezze tranquille alla guida del Rayo Vallecano. Chi è costui? Fu questa la domanda ricorrente quando il Bournemouth annunciò il coach basco. Iraola, che aveva sfiorato il Leeds pochi mesi prima, ha 42 anni, proviene da una famiglia operaia ed è cresciuto con il mito di Miki Laudrup. L’Andoni dei primi calci era un’ala con i piedi buoni. Alle soglie della prima squadra, fu arretrato in difesa. Iraola divenne un esterno basso con il gol nel sangue, grazie anche al contributo di punizioni e rigori. Il suo percorso si è consumato quasi interamente nell’Athletic Bilbao (510 presenze e 38 reti), il club basco per eccellenza. L’ultimo atto è stato il biennio al New York City, con celebrità come Andrea Pirlo, Frank Lampard e David Villa. Da allenatore, in pista dal gennaio 2018, ha guidato L’AEK Larnaca a Cipro e poi il Rayo Vallecano. Il Bournemouth è stato un approdo quasi naturale: “Volevo la Premier, il campionato più competitivo e più duro del mondo”.
Iraola è un leader nato, profondamente legato alle sue origini: “Noi baschi manteniamo sempre i piedi per terra. Non ci piace ostentare. Sappiamo che il lavoro è una cosa seria”. L’altra sua grande passione è il ciclismo. Nel ritiro estivo del Bournemouth, la scorsa estate chiese un maxischermo nel centro sportivo per seguire le tappe del Tour de France. Ha un debole per gli scalatori: le montagne lo hanno sempre affascinato, anche nella vita reale. Le sue idee di calcio sono semplici: “Mi piace dominare l’avversario e cercare di sorprenderlo”. Nei fatti, il Bournemouth è una squadra molto aggressiva, attacca per linee verticali, gioca ad altissima velocità. Il modulo di riferimento è il 4-3-3, con gli esterni di centrocampo che appoggiano i compagni di fascia e il regista che cerca di sfruttare gli inserimenti. In questo contesto, sta esplodendo Justin Kluivert, non più ragazzino – viaggia vero i 26 anni -, ma in crescita continua, perfetto nel copione di Iraola. L’ex romanista si sta rivelando anche un uomo-gol, in appoggio a Ouattara e Semeydo. In porta c’è Kepa, in prestito dal Chelsea, basco di Ondarroa: anche lui, come Iraola, ha un passato importante nell’Athletic Bilbao. Al centro della difesa, l’ex Juventus e Roma Dean Huijsen, nato in Olanda e passaporto spagnolo. La sfida di sabato in casa contro il Liverpool sarà l’esame di laurea per le Ciliegie. In alto, i Reds di Slot continuano a marciare senza perde colpi. Sulla scia, è rimasto solo l’Arsenal di Arteta. Poi, una bella tonnara: Nottingham, Manchester City, Newcastle, Chelsea, Bournemouth, Aston Villa. Tutti insieme allegramente, nella forbice compresa tra 44 e 37 punti, a caccia di un posto nelle coppe continentali. Tra Champions, Europa League e Conference, si annuncia una grande battaglia sui cieli d’Inghilterra.
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