Esuberi in Croce Rossa Pavia, dipendenti verso lo stato di agitazione
PAVIA. Sono pronti allo stato di agitazione i circa 50 dipendenti di Croce Rossa, preoccupati perché il rischio di 11 esuberi si sta facendo sempre più concreto. La decisione è stata presa durante l’assemblea convocata dalle segreterie provinciali di Cgil Fp, Cisl Fp e Uil Fpl proprio per la grave situazione finanziaria dell’associazione che potrebbe non riuscire a garantire, da questo mese, il pagamento degli stipendi. «Abbiamo informato il personale della crisi finanziaria che sta colpendo la Cri di Pavia e sono state valutate tutte le azioni da mettere in campo, compresa l’apertura di una vertenza” spiegano i segretari provinciali di Cgil Fp, Fabio Fasani, Cisl Fp, Domenico Mogavino, e Uil Fpl Maurizio Poggi, precisando che “le lavoratrici e i lavoratori hanno conferito mandato ai sindacati di proclamare lo stato di agitazione nel caso in cui il Comitato Cri di Pavia adotti decisioni unilaterali senza il necessario confronto con le parti sociali».
Sindacati che hanno sollecitato la direzione di Croce Rossa a valutare tutte le possibili soluzioni per salvaguardare i livelli occupazionali. «Il Comitato si è dichiarato disponibile a esaminare le diverse opzioni a disposizione – spiegano i segretari provinciali -. Ma i problemi sono pesanti. Il principale riguarda il possibile esubero di personale, determinato dalla sostenibilità economica di alcuni appalti e dalla potenziale decisione di non partecipare ai loro rinnovi». Il riferimento è al servizio di dialisi che assicura un’entrata di circa 1 milione di euro all’anno. L’associazione se ne occuperà fino ad aprile. «Ci è stato riferito che non parteciperà alla gara d’appalto a causa di un'eccessiva onerosità che non è sostenibile per le casse dell’ente – spiegano Fasani, Mogavino e Poggi -. E questo aggraverà ulteriormente la situazione finanziaria, esponendo undici unità di personale al rischio di esubero». Inoltre, persistono criticità legate al flusso di cassa, che potrebbero comportare ritardi nel pagamento degli stipendi. Secondo il Comitato, la situazione è anche influenzata dalla riduzione della percentuale di volontari rispetto ai lavoratori dipendenti. Volontari che sono circa 400 ma che operano, aveva spiegato il presidente Danilo Chiesa, soprattutto nei fine settimana. Poggi parla di «una situazione determinata dalla privatizzazione selvaggia del settore». Dai sindacati arriva anche un appello alla politica perché si interessi alla sorte di un’associazione che svolge servizi essenziali.Stefania Prato