Bar Monte Gregorio a Brosso, ecco un secondo bando con orari d’apertura concordabili
BROSSO. Dopo che era andato deserto il bando di inizio marzo per la concessione in gestione del bar Monte Gregorio, l’amministrazione comunale di Brosso, proprietaria dell’edificio, fa ora un secondo tentativo con pubblicazione di un’analoga gara che fissa per le 12 di mercoledì 14 il termine ultimo per la presentazione delle richieste di partecipazione, accompagnate da un deposito cauzionale di 576 euro. Spiega la sindaca Anna Vigliermo Brusso: «A dire il vero, dopo la pubblicazione del primo bando erano state numerose le manifestazioni di interesse per la gestione del locale. A raffreddare l’iniziale entusiasmo dei soggetti che avevano preso visione, oltre che del bando, dei locali della struttura di ristorazione, era stato l’orario d’apertura del bar. Cosicché, sulla scorta di questa esperienza, è stato deciso che l’orario sarà concordato direttamente con l’eventuale aggiudicatario della gara. Superato questo ostacolo, si sono già fatte avanti alcune persone animate da buoni propositi per quanto riguarda la gestione del bar stesso. Da qui la necessità di procedere alla pubblicazione di un ulteriore bando».
Riconfermata la durata della concessione fissata in sei anni, così come resta invariato il canone anno a base di gara che ammonta a 4.800 euro + Iva.
Altre condizioni riproposte, quella secondo la quale è obbligatorio un sopralluogo e l’impegno ad aprire al pubblico il locale non oltre tre mesi dall’aggiudicazione della concessione.
Il servizio che dovrà assicurare il bar sarà quello di caffetteria e piccola ristorazione.
L’amministrazione comunale ha poi fissato alcune linee guida cui il gestore dovrà attenersi e che costituiranno punteggio nella valutazione delle offerte presentate. Tra queste, la valorizzazione del punto informativo turistico e la promozione del territorio e dei suoi prodotti tipici.
Chiuso ormai da 14 anni, lo storico bar Monte Gregorio è stato completamente ristrutturato dal Comune con un investimento di 221mila euro provenienti da fondi del Pnrr, oltre che dal Bim e da contributi ministeriali. giacomo grosso
