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Май
2025

La professoressa Mazzilli: «Prevost ha scelto il nome del pontefice che spostò le reliquie»

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PAVIA. «Siamo molto contenti perché Leone XIV è la persona giusta per i suoi tempi». È una delle prime reazioni che arrivano dal comitato Pavia Città di Sant’Agostino, costituito nel 2007 per iniziativa congiunta della Città di Pavia, della Diocesi di Pavia e dell’Ordine Agostiniano. Lo stesso che, tra il 2023 e lo scorso anno, curò le celebrazioni per i 1.300 anni della traslazione delle reliquie di Sant’Agostino nella basilica di San Pietro in ciel d’Oro.

Maria Teresa Mazzilli, professoressa e coordinatrice della segreteria operativa del comitato, dice: «La prima suggestione ci viene dal fatto che è stato il precedente papa con lo stesso nome, Leone XIII, a favorire la traslazione delle reliquie di sant’Agostino il 7 ottobre 1900 dalla sede temporanea nel duomo di Pavia alla basilica di San Pietro in ciel d’Oro, allora appena restaurata».

La professoressa rammenta anche le numerose visite del futuro Pontefice alla basilica pavese: «Padre Prevost, ora Papa, non solo è stato numerose volte visitatore al sepolcro del santo. Ha anche dedicato particolare attenzione alla realtà agostiniana della nostra città: ha partecipato nel 2009 al primo dei tre convegni internazionali storico artistici organizzati dal Comitato il 28 febbraio 2009; ha celebrato il centenario della morte del Santo il 24 agosto 2011, ha concluso le celebrazioni del centenario della traslazione il 25 febbraio 2024 oltre ad essere divenuto portatore del grande desiderio diffuso che venga riconosciuto al Santo di Ippona il ruolo di copatrono (insieme a San Carlo) di tutti i vescovi del mondo. La città di Pavia sta dunque finalmente recuperando la consapevolezza di essere depositaria di un monumento speciale, mausoleo e santuario a un tempo, per la presenza delle reliquie dei Santi Agostino e Boezio e per aver ospitato le sepolture di re longobardi (Ansprando e Liutprando) e, temporaneamente, di Galeazzo II Visconti e di altri membri della famiglia ducale, oltre che di Gian Galeazzo e vari personaggi notabili nella sacrestia degli Eremitani».

L’ex rettore dell’Università di Pavia, Fabio Rugge, parla di «un Papa che ho voluto subito marcare la continuità con il suo predecessore, anche se credo che mostrerà anche delle differenze. Le prime parole hanno riguardato la pace e, subito dopo, il Cristo risorto, quindi con un bilanciamento tra l’enfasi della fede e l’impegno sociale, seppure diverso da quello che ci aveva proposto Papa Francesco». Riguardo ai rapporti internazionali con gli Stati Uniti, l’ex rettore nota: «Con questo papato il mondo degli Stati Uniti entrerà pià fortemente nell’orizzonte della Chiesa, sia nella forma del dialogo e anche, eventualmente, del contrasto».




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