Lavori sui bastioni del castello di Ivrea: affiorano reperti archeologici
Ivrea
I primi affioramenti di quelli che in un primo momento sembravano materiali laterizi di epoca romana sono venuti alla luce nel febbraio scorso, durante i lavori di movimento terra per la realizzazione della rampa che collegherà la parte bassa della città (parcheggio ex area Foscale) a quella alta. I lavori di rigenerazione dei bastoni del castello, in dirittura di arrivo, non si sono mai fermati ma un rallentamento è stato inevitabile. Dopo il sopralluogo della Soprintendenza sono state predisposte delle indagini archeologiche con scavo manuale stratigrafico fino al raggiungimento della roccia naturale. I lavori sono stati affidati, con una spesa aggiuntiva di 10mila euro a carico del Comune, all’impresa Intercultura di Bianzè (Vercelli). La Soprintendenza ha chiesto la messa in luce del muro antico emerso, una documentazione archeologica e un modello 3D.
La struttura muraria, lunga circa tre metri, con orientamento Nord-Ovest/ Sud-Est, dai primi saggi archeologici effettuati potrebbe essere di origine medievale.
Ci troviamo infatti a ridosso dei basamenti di fortificazione a difesa della città. Questa era una zona essenzialmente dedicata alla protezione lungo le vie che portavano ad Aosta. Più difficile, invece, che si tratti di mura romane. L’ipotesi iniziale, infatti, parlava di Cardo romano, ossia quella strada principale orientata da nord a sud nelle città e nei campi romani. La certezza però si avrà solo alla fine delle indagini archeologiche.
«Il ritrovamento del muro comporterà una piccola variazione del percorso pedonale - spiega Francesco Bermond, l’architetto che ha redatto il progetto di riqualificazione dei bastioni del castello e che ne sta seguendo i lavori -. Modifica che ovviamente dovrà essere sottoposta al vaglio della Soprintendenza che ha chiesto che quel muro resti visibile».
Nelle prossime settimane giungerà a Ivrea la rampa alta 10 metri che collegherà la parte bassa e quella alta della città. Una struttura in ferro, ricoperta da legno di castagno trattato e grandini in diorite di Brosso, pre assemblata in laboratorio e che sarà trasportata in città per fissarla a una basamento di cemento e appoggiarla sui bastioni. Di fatto la rampa condurrà in un piccolo cortile, tra le mura della curia e quelle dell’ex casa del custode del castello.
I lavori per la rigenerazione del bastioni sono stati affidati al Consorzio Opera che si è aggiudicato un appalto che vale 1 milione e 350mila euro.
