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Май
2025

Accoltella l’uomo che l’aveva sfregiata 31enne di Montanaro finisce in carcere

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Montanaro

Una vendetta, in piena regola. È questa l’ipotesi investigativa che ha portato all’arresto di Samantha Pizzinga, 31 anni, che ha accoltellato la scorsa settimana l’uomo già imputato per averle sfregiato il volto, Luciano Ferraris di 72 anni.
La donna si è presentata alla porta di casa sua armata di un coltello e un tagliatorte, con cui lo ha ferito in volto, causandogli una prognosi di quindici giorni.
La pm Maria Baldari le aveva contestato il tentato omicidio, vista la parte del corpo verso cui mirava la donna. Il gip Andrea Cavoti ha dato però ragione all’avvocato Roberto Hoffman, che ha sostenuto che si trattasse di lesioni aggravate dall’utilizzo dell’arma. Tuttavia Cavoti ha disposto la custodia cautelare in carcere, vista la pericolosità del gesto.
Tra i due il punto di rottura era stato raggiunto due anni fa. In quell’occasione, secondo il pm Daniele Piergianni, Ferraris ha lanciato un bicchiere contro Pizzinga all’interno di un bar di Montanaro, causandole delle lesioni, inizialmente rubricate come semplici. Durante il processo, però, già arrivati alla terza udienza, le cartelle cliniche portate dall’avvocato Hoffman hanno cambiato completamente il quadro.
Lo sfregio subito sul volto dalla 31enne, infatti, è permanente. E per questo tipo di lesioni esiste un articolo del codice penale a parte, che punisce la “Deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso”.
Trattandosi di una fattispecie molto grave è punita con il carcere dagli 8 ai 14 anni.
Così, dovendo procedere alla modifica del capo d’imputazione, il giudice ha rimandato gli atti in procura. E la procura ha già richiesto il rinvio a giudizio per il 72enne, che è di nuovo imputato. Ora si attende la data di fissazione dell’udienza preliminare.
Tuttavia, pur nella sua gravità, non si tratta di un reato ritenuto prioritario dalla legge: non rientra tra le fattispecie di codice rosso, non c’è una misura cautelare in corso, visto che lo sfregio è stato accertato soltanto a processo in corso. E allora si torna alla notizia di qualche mese fa, di una circolare organizzativa del tribunale diramata dal presidente facente funzione Alessandro Scialabba che rimanda tutte le udienze preliminari non prioritarie secondo i criteri stabiliti dalla legge a dopo il 30 novembre di quest’anno, quando si pensa che in tribunale a Ivrea potranno prendere servizio altri giudici (anche se alcuni, probabilmente, andranno via).
Alle udienze preliminari, infatti, sono rimasti i soli Andrea Cavoti e Lucrezia Natta, coadiuvati quando possibile dallo stesso Scialabba e dal giudice Augusto Salustri.
Il processo, tuttavia, prima del rinvio degli atti in procura era andato avanti spedito.
La modifica del capo d’imputazione, infatti, era arrivata alla terza udienza ed era un atto assolutamente dovuto vista l’importante documentazione presentata dalla parte civile.
</CW>Sembra però che in questi anni i rapporti tra i due, che abitano nello stesso paese, siano rimasti particolarmente tesi. È l’unica ipotesi che tra l’altro può spiegare un epilogo così cruento.




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