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Май
2025

Cava di San Bernardo, il sindaco di Ivrea scrive a Città metropolitana: «Troppe criticità»

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Ivrea

Avevano chiesto di sapere da che parte sta l’amministrazione comunale sulla questione cava, i cittadini di San Bernardo. Una risposta concreta è arrivata nella lettera che il sindaco Matteo Chiantore ha inviato a Città metropolitana che dovrà decidere sul rinnovo dei permessi estrattivi da parte della ditta Cogeis di Borgofranco. Il sindaco ha inviato una lettera per un sopralluogo e la rivalutazione della concessione. Il contenuto è chiaro: «Il rinnovo - scrive Chiantore - solleva preoccupazioni significative tra i residenti, che evidenziano come le modifiche urbanistiche e ambientali intervenute dall’assegnazione della concessione nel 2014 non siano state adeguatamente considerate. Analogamente sussistono degli elementi di criticità emersi nell’ambito della conferenza dei servizi che meritano un approfondimento al fine di valutare se non sia il caso di riconsiderare il permanere o meno delle condizioni minime per il rinnovo della concessione».
Il sindaco poi elenca alcuni problemi riscontrati già dal comitato No cava.

Anzitutto l’impatto sulla viabilità, di un quartiere che in 10 anni è cambiato e in via delle Fornaci ci sono delle nuove abitazioni, che imporrebbero anche nuove valutazioni sull’impatto acustico delle attività. Sulle barriere per mitigare proprio quest’effetto, tanti hanno manifestato perplessità. Così il sindaco chiede di rivalutare l’opera e un incontro alla presenza di una rappresentanza del Comitato di quartiere.
D’altronde Chiantore lo aveva già detto durante l’incontro con il comitato di quartiere. «Ci tengo a sottolineare che l’amministrazione di Ivrea non parteggia per il rinnovo alla concessione dell’utilizzo della cava – aveva affermato –. Non consideriamo l’opera strategica per il bene della città. L’intenzione è quella di portare i cittadini al tavolo tecnico perché vengano ascoltati e possano portare le proprie istanze. Ora stiamo valutando come muoverci come Comune. Faremo pressioni cercando vie tecnicamente percorribili da portare avanti insieme ai cittadini».
I residenti però avevano chiesto una presa di posizione forte e chiara. «Abbiamo bisogno di sapere da che parte sta l’amministrazione – avevano spiegato i membri del comitato –. Non ci basta sapere che la decisione spetta ad altri enti. Vogliamo una presa di posizione politica, un parere contrario alla cava formalmente espresso all’interno del consiglio comunale».
La storia della cava di San Bernardo comincia il 4 dicembre 2014, quando la ditta Cogeis di Borgofranco ottiene da parte dello sportello unico delle attività produttive di Ivrea il nullaosta per cominciare a scavare in una porzione di territorio eporediese a ridosso di via Fornaci. Una scelta pesantemente contestata già all’epoca, con la formazione del comitato No cava, appoggiato del Movimento 5 stelle. L’avvio dell’attività estrattiva nella cava infatti avrebbe creato non pochi problemi agli abitanti.
Tuttavia, da quel lontano 2014, l’attività estrattiva non è mai partita, con sollievo dei residenti.
Ora, però, con la richiesta di rinnovo presentata da Cogeis e l’imminente costruzione del nuovo ospedale, in molti temono che questa volta la cava potrebbe entrare davvero in funzione.




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