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Май
2025

«Grazie a questo Papa agostiniano ho scoperto S. Pietro in Ciel d’Oro»

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PAVIA. «Ci voleva un papa agostiniano per farmi scoprire la basilica di San Pietro in Ciel d’Oro. In tanti anni vissuti a Pavia non ero mai venuto» dice Roberto, pavese trasferito a Milano che attende la moglie sul sagrato: lei è entrata per la partecipata messa domenicale officiata da Giovanni Scanavino, vescovo emerito di Orvieto residente in basilica. Da giovedì scorso, cioè da quando il cardinale Robert Prevost è diventato papa Leone XIV (primo agostiniano nella storia) la basilica che da 1.300 anni custodisce le spoglie di Sant’Agostino è illuminata da una nuova luce, che sta attraendo fedeli e turisti anche da altre città: Prevost l’ha visitata molte volte quando era priore generale dell’ordine tra il 2001 e il 2013, poiché “San Pietro” è considerata la chiesa più importante per gli agostiniani: «Siamo venuti da Milano, sentivamo il bisogno di essere qui, in questa chiesa che ha accolto così spesso il nuovo Papa – racconta una coppia – in questi tempi di guerra, le prime parole del pontefice sono state di pace e questo ci ha commosso».

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«Più piena del solito»

Le navate in pietra sono gremite di fedeli richiamati dalla messa, tanto che tutte le panche sono occupate: chi non ha trovato posto si è accontentato dei grandi basamenti delle colonne che dividono lo spazio. Anche secondo Scanavino, è una funzione più partecipata del solito: «I nostri fedeli sono sempre affezionati a noi – racconta – ma forse, per via del nuovo Papa i numeri non sono quelli di una consueta domenica». È al pontefice che ha dedicato una parte della sua omelia: «Voi vi aspettate che io parli della scelta dello Spirito santo, che ha voluto un Papa agostiniano» ha detto Scanavino, rivolgendosi ai fedeli. Hanno accolto le sue parole con un lungo sospiro, la risposta più simile a un «Sì». «È un uomo meraviglioso e preparatissimo, che parla tante lingue e saprà farsi capire da tutti i popoli, trasmettendo il messaggio di Sant’Agostino». Nonostante l’importanza storica, San Pietro in Ciel d’Oro è un luogo di culto sentito dai pavesi più per la devozione a Santa Rita (la cui festa del 22 maggio attira migliaia di fedeli) che a Sant’Agostino: il copatrono di Pavia forse messo in ombra dal più noto San Siro, cui è intitolata la benemerenza comunale per i cittadini eccellenti.

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Ma con un pontefice agostiniano, sembra che le cose stiano cominciando a cambiare: «Io sono di Pavia ma con mio marito abito a Torino, torno in città per far visita a mia mamma. Con un Papa così legato alla città non potevo non venire in San Pietro» racconta una donna, accompagnata dal marito che parla uno spiccato accento veneto. «Quando abbiamo letto di un pontefice statunitense mi sono preoccupata – aggiunge – ho pensato che si mettesse sulla scia di Trump. Finora si sta rivelando il suo contrario». Come per molti fedeli, anche lei si aspettava un “papabile” diverso, visti i nomi più quotati circolati durante il breve Conclave della settimana scorsa: «È proprio vero che chi entra Papa in Conclave ne esce cardinale. La sua elezione è arrivata in modo inaspettato, ma sono contenta che ci sia un Papa così legato a Pavia». E dopo la visita a sorpresa di Leone XIV al santuario della Madonna del Buon Consiglio a Genezzano (luogo di culto caro agli agostiniani) i fedeli sperano in una sua visita a Pavia: «Secondo me non ci vorrà molto prima che il Papa venga anche a Pavia» aggiunge la donna prima di andare.

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Nel corso della sua carriera ecclesiastica, Prevost ha visitato San Pietro in Ciel D’Oro quasi ogni anno, soprattutto durante il periodo da priore generale: l’ultima occasione risale 2024, durante le celebrazioni dedicate ai 1.300 anni dalla traslazione delle spoglie di Sant’Agostino, arrivate a Pavia da Cagliari per volontà del re longobardo Liutprando. Nel 2007, inoltre, Prevost accompagnò Joseph Ratzinger (papa Benedetto XVI) durante la sua visita in basilica: le foto di quel giorno sono esposte di fianco alla grande arca di Sant’Agostino, vicino al cero acceso per il nuovo pontefice e di fianco al registro delle testimonianze. Quelle degli ultimi giorni sono tutte dedicate al nuovo Papa.

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Le speranze dei fedeli

«Sant’Agostino, intercedi presso papa Leone XIV per la pace in Palestina e nel mondo» ha scritto un anonimo sul registro. Un altro cita le parole dette da Ratzinger durante il suo insediamento: «Sant’Agostino, proteggi il Papa e fai in modo che il suo operato apra il cuore ai potenti affinché cessino le guerre in ogni angolo della nostra terra. Proteggi anche la mia famiglia».

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