Verso lo sciopero della sanità privata: «Vogliamo il rinnovo del contratto»
Pavia. Ieri (giovedì) si è tenuta un’assemblea dei lavoratori della sanità privata presso la clinica Città di Pavia, in vista dello sciopero nazionale di settore che si terrà il prossimo 22 maggio a Milano sotto il palazzo della Regione: dalle 10 alle 13 si terrà la manifestazione indetta dai sindacati Cgil, Cisl e Uil per protestare contro il mancato rinnovo dei contratti di categoria di infermieri, tecnici e altri operatori sanitari.
«Quello dei dipendenti della sanità privata è scaduto da sei anni, mentre i lavoratori delle Rsa e dei centri di riabilitazione aspettano il rinnovo da 12», afferma Americo Fimiani, segretario della Fp Cgil. Da tempo, i sindacati confederali portano avanti la vertenza per ottenere condizioni economiche migliori per i lavoratori della sanità privata.
«Questo sciopero non cade nel vuoto – aggiunge Fimiani – Sono mesi che protestiamo per ottenere quanto spetta ai lavoratori: già a settembre dell’anno scorso, abbiamo organizzato un’altra protesta».
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In Lombardia, dove la sanità privata è strettamente integrata al servizio sanitario pubblico, i sindacati hanno deciso di organizzare una nuova manifestazione sotto palazzo Lombardia: «È il momento che ai lavoratori venga dato il giusto riconoscimento per l’impegno che mettono in campo ogni giorno» afferma Luigi Pisano, sindacalista della Cisl Fp. «Le aziende private vorrebbero che il rinnovo dei contratti venisse sostenuto attraverso un aumento dei fondi regionali, cosa che riteniamo ingiusta.
La sanità privata gode di guadagni notevoli grazie alle attività in convenzione con il pubblico, alle visite e gli esami pagati dai pazienti e alle molte convenzioni assicurative. Queste risorse vanno utilizzate per adeguare gli stipendi dei lavoratori al costo della vita, visto che negli anni il loro potere d’acquisto è stato eroso dall’inflazione e dai contratti ancora fermi al palo».
In piazza a Milano ci saranno anche gli iscritti del sindacato Uil: «Mentre gli ospedali privati fatturano milioni, i dipendenti aspettano da anni un rinnovo contrattuale dignitoso», dichiara Andrea Galeppi, segretario della Uil Fpl. «Se un tempo il settore privato attirava professionisti per via delle migliori retribuzioni rispetto al pubblico, oggi è diventato sinonimo di precarietà e sfruttamento. Non è più possibile che le aziende private facciano cassa sulle spalle di infermieri, operatori sociosanitari e tecnici. È il momento di un rinnovo contrattuale dignitoso».
