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Май
2025

Analisi dei Dna sulla scena del crimine: test per le gemelle Cappa e quattro amici di Stasi e Sempio

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PAVIA. Le tracce biologiche repertate nella villetta di via Pascoli, dove il 13 agosto 2007 fu uccisa Chiara Poggi, saranno confrontate non solo con il profilo genetico di Andrea Sempio, 37 anni, l’unico indagato nel nuovo filone di inchiesta su Garlasco, ma anche con il Dna di altre persone, non indagate. Persone che si sono occupate delle indagini e sono state subito sulla scena del crimine, come i carabinieri e gli operatori sanitari, o che frequentavano la casa. Tra loro anche le gemelle Stefania e Paola Cappa, cugine della vittima e che all’epoca del delitto avevano 24 anni, tre amici dell’indagato e Marco Panzarasa, oggi avvocato penalista noto in città, che torna sullo scenario a distanza di molti anni perché amico di Alberto Stasi, all’epoca fidanzato della vittima e condannato per l’omicidio a 16 anni di carcere.

La decisione è arrivata ieri (16 maggio) in tribunale a Pavia nella seconda tappa dell’incidente probatorio sulle analisi genetiche davanti alla giudice Daniela Garlaschelli. L’obiettivo dichiarato è “filtrare” i profili genetici, in modo da escluderli dalla scena del crimine, anche se non tutti i nomi elencati nell’udienza (e che la giudice ha dato anche la facoltà di ampliare) hanno la stessa rilevanza all’interno dell’accertamento.

Impronte e reperti

Le analisi genetiche, va ricordato, riguardano in primo luogo le tracce trovate sulle unghie di Chiara Poggi: la loro “leggibilità” fu esclusa dalla perizia del genetista Francesco De Stefano nel processo d’appello bis, ma questa conclusione è stata messa in dubbio dalla consulenza dei genetisti della Procura Carlo Previderè e Pierangela Grignani. Ora sul punto dovranno pronunciarsi i due consulenti scelti dalla Garlaschelli dopo la ricusazione del genetista Emiliano Giardina (incompatibile per avere rilasciato una intervista televisiva anni fa sul caso): Denise Albani, della polizia di Stato, e Domenico Marchigiani, perito dattiloscopico. Le impronte, tuttavia, su richiesta dei legali di Sempio, Angela Taccia e Massimo Lovati, saranno escluse dall’accertamento, anche se dalle fascette para-adesive con cui le impronte furono catturate sarà possibile, in teoria, estrarre il Dna e confrontarlo con i profili genetici dell’indagato e delle altre persone individuate per la comparazione. Questo vale per tutti i reperti già indicati nell’ordinanza della giudice, e quindi anche un frammento del tappetino del bagno e i resti della colazione di Chiara quella mattina, tra cui due vasetti vuoti di Fruttolo e scatole di biscotti.

Chi c’è nell’elenco

Tra le persone finora individuate figurano, oltre a Panzarasa e alle gemelle Cappa, anche i tre amici di Sempio, Roberto Freddi, Mattia Capra e Alessandro Biasibetti, che all’epoca avevano 19 anni. Sarà prelevato anche il Dna del medico legale Marco Ballardini e degli investigatori: indicati, ieri, i nomi del tenente colonnello Giancarlo Sangiuliano, del maggiore Marco Pizzamiglio e del capitano Gennaro Cassese. Non si esclude che possa essere aggiunto anche il nome di Francesco Marchetto. Ancora da individuare gli operatori sanitari. Queste persone saranno tutte invitate a sottoporsi al tampone salivare e in caso di rifiuto potrebbero essere sottoposte al prelievo coattivo.

Sei quesiti per i consulenti

I due consulenti scelti dalla giudice dovranno rispondere a sei quesiti. In cima c’è «l’analisi tecnica dei profili genetici estrapolati dai margini ungueali» di Chiara «ottenuti dal perito Francesco De Stefano», che li dichiarò inutilizzabili per comparazioni. Ora i periti (secondo quesito) dovranno verificare di nuovo «la possibilità di ritenere utilizzabili» quei risultati «per un confronto, allo stato attuale della tecnica e della scienza». Il terzo punto riguarda «l’estrazione del Dna dai para-adesivi delle impronte rinvenute sulla scena del crimine e sugli oggetti analizzati» nei laboratori del Ris di Parma. Il quarto quesito riguarda «l’estrazione del Dna dai campioni biologici e reperti» presenti «presso l’Istituto Unità Medicina Legale dell'Università di Pavia» che non furono mai analizzati o che fornirono all’epoca «esito dubbio o inconclusivo». Il quinto quesito riguarda la «comparazione» tra tutti i Dna estrapolati per «accertarne l’eventuale corrispondenza o compatibilità con il profilo genetico» di Sempio, di Stasi, dei componenti «di sesso maschile della famiglia Poggi» e di tutte le persone alle quali oggi sono stati allargati i prelievi di Dna. Il sesto punto, inserito su sollecitazione degli avvocati di Stasi, Giada Bocellari e Antonio de Rensis, riguarda la «catena di custodia», ossia il modo in cui tutti i reperti negli anni sono stati conservati. Le operazioni dei periti inizieranno il 17 giugno e il 24 ottobre saranno discussi gli esiti.




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