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Май
2025

Originario di Ivrea Davide Mazzina, il 31enne morto sul Monte Bianco

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BARD. Era originario di Ivrea Davide Mazzina, l’uomo di 31 anni precipitato giovedì mattina sul versante francese del Monte Bianco precipitando per circa 700 metri dal versante Nord dell'Aiguille du Midi.

L’uomo, insieme a due compagni, era partito dall'Aiguille du Midi per praticare sci ripido. Intorno alle 8.30, dopo aver affrontato i primi pendii, il trentunenne è scivolato. Così è iniziata la sua lunga caduta, che lo ha portato a superare anche un seracco. Gli altri due membri del gruppo hanno dato l'allarme.

Giunti sul posto in elicottero, i gendarmi soccorritori del Pghm di Chamonix (Francia) hanno trovato il corpo sopra una morena, a circa 3.000 metri di quota: non hanno potuto far altro che recuperare la salma. All’origine della tragedia, per gli inquirenti francesi, un “errore tecnico” in fase di discesa. La tragedia lascia tutti sgomenti anche perché Mazzina viene considerato da tutti un alpinista esperto, capace di pianificare con scrupolo le proprie uscite e di valutare i rischi.

Davide Mazzina, per tutti “Diuz” aveva lasciato Ivrea a 13 anni per trasferirsi a Claviere, in alta Val di Susa. Aveva messo gli sci ai piedi per la prima volta a tre anni, raccontano gli amici, trascinato dall’entusiasmo della madre durante le vacanze invernali. Suo padre, Franco Mazzina, è capogruppo di minoranza a Bard dove gestisce un negozio di souvenir e prodotti tipici nel borgo medievale.

Presto la montagna e lo sci erano diventati passione e mestiere per Mazzina. Specializzato nello slalom, aveva gareggiato sulle piste delle competizioni regionali in tutte le discipline dello sci alpino. Era diventato maestro di sci riconosciuto a livello nazionale, aveva ottenuto la prestigiosa certificazione Basi (British association of snowsport instructors) di livello 4 e il ruolo di formatore di altri maestri.

Da oltre un decennio lavorava, durante la stagione invernale tra Tignes e Val d’Isère, nelle Alpi francesi. La sua carriera di istruttore di sci internazionale era ormai lanciata tra sci su pista, fuoripista, sci alpinismo e allenamento agonistico.

D’estate Davide Manzina amava tornare in Val Susa per gestire il rifugio alpino Raggio di Sole, a Sestriere, insieme alla sua amata compagna Marta Lotti, dove era molto conosciuto e stimato, e dove ne approfittava per dare spazio a un’altra sua passione, quella della montain bike.




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