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Май
2025

Accolte le osservazioni dei cittadini Il Peba verso l’ultimo step in Consiglio

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Ivrea

Un palo in mezzo al marciapiede, un attraversamento senza la segnaletica tattilo-plantare, l’assenza di indicazioni per le persone con disabilità cognitiva, o un gradino più alto dei due centimetri e mezzo oltre i quali per legge scatta già la barriera architettonica: Ivrea marca un punto fermo preparandosi a portare in uno dei prossimi consigli comunali il suo primo Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche (Peba), strumento di cui i Comuni si devono dotare per legge nazionale del 1986 e successiva estensione del 1992. Tre le osservazioni arrivate in Comune (poche, a ben guardare, rispetto alla grande attenzione di associazioni e opinione pubblica), in parte recepite e tradotte in alcune modifiche di massima in vista della prossima presentazione in Consiglio.

Per chi valgono i dettami

Dopo di che il Peba porrà paletti ai cantieri pubblici, fornendo nel contempo tutta una serie di soluzioni progettuali alle criticità mappate nel dossier di partenza. Destinatari, l’amministrazione comunale così da disporre delle informazioni necessarie a fare scelte veramente inclusive, il personale degli uffici comunali per gestire i lavori pubblici (e oltre il Peba, per curare istruttorie dei progetti senza dimenticare l'accessibilità), i progettisti incaricati dei progetti esecutivi di attuazione del Peba, come guida per progettare correttamente spazi e ambienti, i direttori dei lavori per formare anche le maestranze che operano in cantiere.

Rilievi palmo a palmo in otto zone

Coperto finanziariamente con 11mila euro derivanti da contributi regionali, il Peba di Ivrea ha preso le mosse nell’autunno del 2024. A lavorarci, l’architetto Anna Caretto Buffo tramite una meticolosa opera di rilievo basato su una mappatura puntuale dell’esistente, planimetrie, foto a documentazione delle singole barriere, valutazione dei livelli di accessibilità e relative proposte di intervento. Condividendo il Piano in divenire con l’Ufficio tecnico e i sopralluoghi con il mobility manager comunale, Paolo Ruffino, l’architetto ha messo sotto la lente ogni metro delle otto zone inserite nel Peba, tra stazione e via Jervis (Officine H), stazione e municipio, municipio e piazza Freguglia, piazza Freguglia e Inail (via Circonvallazione), piazza Freguglia e zona Fiorana, stazione e via Torino, piazza Freguglia e commissariato, porta Aosta e ospedale. Nell’elenco degli uffici pubblici sono rientrati la biblioteca, il museo Garda, il teatro Giacosa, municipio, castello, Ufficio tecnico di via Cardinal Fietta, stadio Pistoni, cimitero. E poi la facoltà di Infermieristica (via Monte Navale), piscina comunale, le due scuole medie Arduino di via San Nazario e Falcone, in via Liberazione. Parametri di valutazione, la disponibilità e l’ubicazione di parcheggi riservati, la facilità di accesso, gli spazi di relazione, i percorsi, i collegamenti verticali (ascensori, scale con doppio corrimano, illuminazione), i servizi igienici, eventuali interventi in corso. Tutto tenendo conto delle varie forme di disabilità, non solo motorie o visive.

Parcheggi e accessi, servizi

Dalla scheda sintetica finale è emerso come i luoghi pubblici a più basso livello di accessibilità siano l’area tecnica comunale e la scuola media Falcone, mentre i servizi igienici rappresentano il tasto dolente del cimitero, e i parcheggi riservati in prossimità degli ingressi, comprensivi di segnaletica adeguata, eventuali pulsanti raggiungibili, l’assenza di rampe troppo ripide, costituiscano invece gli ostacoli tipici negli edifici pubblici di Ivrea.

Un tema caldissimo, quello degli impedimenti urbani alla fruibilità, che se da un lato vede l’ “Ivrea facile” dei tre percorsi tracciati dagli stencil come primo progetto pensato negli anni della precedente amministrazione e messo a terra dall’attuale - con aspetti oggettivamente migliorabili in corso di implementazione - dall’altro è proprio il Peba a segnare la svolta. Lo ripete l’assessore ai Lavori pubblici Francesco Comotto. Ma «dobbiamo essere consapevoli dell’esistenza di limiti concreti a livello di costi e tempi: servono tanti, tanti soldi e molti anni per rivedere dal punto di vista dell’inclusività l’assetto di una città come Ivrea, medievale e dalla morfologia complessa, se è a una città totalmente priva di barriere architettoniche che pensiamo. Noi cominciamo a lavorarci concretamente secondo un’impostazione dinamica, soggetta cioè a modifiche e aggiornamenti, e in stretta condivisione con i cittadini, come sempre». Ivrea una città particolare: si pensi per esempio che l’intera via Arduino è risultata tra i punti che la legge cataloga come inaccessibili, e come via Arduino altri siti in cui la pendenza supera l’8%, situazione non peregrina per una città caratterizzata specie in centro da continui saliscendi. Quindi “un ottimo” a cui tendere, il Peba, un modello con risvolti concreti su come si andrà a mettere mano ai cantieri delle aree di interesse, ripete Comotto. Intanto sono state messe nero su bianco le tratte dal lato delle priorità. Leggi: se intervenite, fatelo qui.

Le priorità

Molto critica la situazione in corso Cavour, in corso Nigra verso la fontana Olivetti, lungo il primo tratto di corso Garibaldi, e poi di nuovo in corso Nigra fino all’innesto con via Jervis, via Gozzano, piazza Lamarmora. I punti ad accessibilità nulla segnalati in rosso sulla planimetria pongono in cima alla lista corso Garibaldi, in prossimità del ponte vecchio, lì dove i marciapiedi sono insidiosi per chiunque, il porfido discontinuo ostacola l’attraversamento pedonale e la fermata dei bus finisce per complicare ulteriormente una situazione già problematica.

Anche via Torino non se la passa bene; meno peggio corso Massimo d’Azeglio e via Jervis, seguiti da corso Botta. L’accessibilità migliora in via Circonvallazione e via Palestro. Qui livello medio ma con punti rossi che il Peba ha puntualmente provveduto a evidenziare.




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