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Май
2025

Procreazione assistita, la Consulta: “Riconoscere la madre intenzionale”. E sul divieto per le single: “Non irragionevole”

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Due sentenze della Corte costituzionale sulla Procreazione medicalmente assistita (Pma). Da una parte la Consulta, ha stabilito che è “incostituzionale il divieto per la madre intenzionale di riconoscere come proprio il figlio nato in Italia da Pma legittimamente praticata all’estero; dall’altra i togati hanno ritenuto “non irragionevole” il divieto di accesso alla Pma per le donne single. Ma al tempo stesso, la Corte ha ribadito “che non sussistono ostacoli costituzionali a una eventuale estensione, da parte del legislatore, dell’accesso alla procreazione medicalmente assistita anche a nuclei familiari diversi da quelli attualmente indicati, e nello specifico alla famiglia monoparentale”.

Il riconoscimento della madre intenzionale. Rete Lenford: “Cambia la vita di tante mamme” – La Consulta ha ritenuto fondate le relative questioni di legittimità costituzionale sollevate dal Tribunale di Lucca. I togati hanno stabilito che il mancato riconoscimento fin dalla nascita – con procreazione medicalmente assistita – dello stato di figlio di entrambi i genitori lede il diritto all’identità personale del minore e pregiudica l’effettività del suo “diritto di essere mantenuto, educato, istruito e assistito moralmente dai genitori, nel rispetto delle sue capacità, delle sue inclinazioni naturali e delle sue aspirazioni”. Inoltre, il mancato riconoscimento del figlio pregiudica “il suo diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori, di ricevere cura, educazione, istruzione e assistenza morale da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale”.

La dichiarazione di illegittimità costituzionale si fonda su due rilievi: la responsabilità che deriva dall’impegno comune che una coppia si assume nel momento in cui decide di ricorrere alla Pma per generare un figlio, impegno dal quale, una volta assunto, nessuno dei due genitori, e in particolare la cosiddetta madre intenzionale, può sottrarsi. Il secondo rilievo è che la centralità dell’interesse del minore, affinché l’insieme dei diritti che egli vanta nei confronti dei genitori valga, oltre che nei confronti della madre biologica, nei confronti della madre intenzionale.

“E’ stato affermato”, ha dichiarato all’agenzia Ansa Vincenzo Miri, presidente della Rete Lenford, “un principio di civiltà giuridica nell’interesse di tutti i bambini contro una cultura legata a un unico modello di famiglia. È una sentenza storica che cambia la vita di tutte le donne che, con le compagne o le mogli, vogliono avere un figlio perchè non dovranno più sottoporsi all’umiliante procedura di adozione. Tutte le impugnazioni della procura e del ministero dell’Interno che intasano i tribunali cadranno perché i sindaci hanno correttamente dato tutela con i riconoscimenti all’anagrafe”.

Sulla maternità per le donne single con Pma – “Non è irragionevole né sproporzionata la legge che non consente alla donna singola di accedere alla procreazione medicalmente assistita (Pma)”, si legge nella sentenza depositata oggi, con cui la Corte costituzionale ha ritenuto non fondate le questioni di legittimità costituzionale che erano state sollevate sulla legge che non consente alla donna singola di accedere alla Pma. Per la Corte è anche nell’interesse dei futuri nati che il legislatore ha ritenuto “di non avallare un progetto genitoriale che conduce al concepimento di un figlio in un contesto che, almeno a priori, esclude la figura del padre”.

L'articolo Procreazione assistita, la Consulta: “Riconoscere la madre intenzionale”. E sul divieto per le single: “Non irragionevole” proviene da Il Fatto Quotidiano.




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