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Май
2025

Mottarone, la strage quattro anni fa: il 19 giugno udienza sulle responsabilità

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PAVIA. Il 23 maggio 2021 la rottura della fune all’impianto di risalita del Mottarone fece precipitare una cabina provocando 14 morti. Unico sopravvissuto il figlio di una coppia di origine israeliana, ma residente a Pavia, che perse fratellino, genitori e bisnonni. Quattro anni dopo è stata fissata al 19 giugno l’udienza preliminare bis per accertare le responsabilità. E oggi (venerdì), a Stresa, le vittime della tragedia saranno commemorate con una cerimonia.

Due bambini

Quel giorno di quattro anni fa, oltre alle 13 vittime che si trovavano sulla cabina precipitata, due bambini furono trasferiti in gravissime condizioni all'ospedale Regina Margherita di Torino. Il primo era Mattia Zorloni, di cinque anni, che non riuscì a salvarsi e morì in serata, come i suoi genitori. L'altro bimbo era Eitan Biran, 6 anni, che alla fine sarà l'unico sopravvissuto e diventerà il simbolo di questa terribile strage: nello schianto perse il papà Amit Biran, 30 anni, medico alla Maugeri, la mamma Tal Peleg, 26 anni, psicologa e il fratellino Tom, 2 anni, oltre ai bisnonni Barbara Cohen Konisky, di 71 anni e Itshak Cohen, di 82. Una famiglia di origine israeliana che viveva a Pavia. Per Eitan la comunità pavese si mobilitò con messaggi di vicinanza, ma anche una raccolta fondi avviata dal Comune e poi successivamente una partita benefica organizzata da Blue Rosa Donna allo stadio Fortunati.

L’udienza preliminare

Eitan Biran compirà 10 anni il prossimo mese di luglio. Ma prima di allora, il 19 giugno, si terrà l’udienza preliminare bis per i cinque imputati. Una prima udienza era saltata dopo che il Gup aveva restituito gli atti alla Procura per riformulare le accuse. Il 19 giugno in tribunale a Verbania, dunque inizierà una seconda udienza preliminare. Con la nuova fase pre-processuale il Gup Gianni Macchioni (il magistrato che è presidente del tribunale di Verbania) valuterà le posizioni di cinque imputati, decidendo per il loro rinvio a giudizio o proscioglimento.

Si tratta di Luigi Nerini, titolare della Ferrovie del Mottarone, di Enrico Perocchio e Gabriele Tadini, allora rispettivamente direttore d'esercizio e capo servizio dell'impianto, di Martin Leitner, consigliere delegato della società altoatesina incaricata della manutenzione dell'impianto, e di Peter Rabanser, responsabile del Customer Service. I reati ipotizzati sono, a vario titolo, attentato alla sicurezza dei trasporti, disastro colposo, omicidio colposo, lesioni colpose e, solo nei confronti di Tadini e Perocchio, anche falso. Esclusa l’ipotesi di reato di rimozione od omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro, formulata nella prima chiusura indagini.




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