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Май
2025

I giorni di Sempio a casa Poggi al centro degli interrogatori

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GARLASCO. Da un lato la prova scientifica, dall’altro la ricerca di una molla, un motivo per compiere un delitto così efferato. Perché Andrea Sempio, a cui appartiene per la Procura l’impronta sul muro vicino al corpo della vittima, dovrebbe avere ucciso Chiara Poggi, una ragazza con cui, secondo diversi testimoni, non aveva rapporti perché frequentava altre compagnie? Gli investigatori cercano il movente nelle giornate che Sempio, amico del fratello della vittima, trascorreva nella villetta di via Pascoli. Giornate trascorse a giocare alla playstation e ai videogiochi, forse anche nella tavernetta a cui conducono le scale dove fu trovato il corpo di Chiara martoriato.

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Il racconto dell’amico

Marco Poggi, risentito come testimone pochi giorni fa a Venezia dalla pm Giuliana Rizza, ha ribadito quanto aveva dichiarato 18 anni fa, nel corso delle prime indagini sul delitto: «Sempio e mia sorella non avevano alcun rapporto, quando uscivamo insieme in paese non ricordo di avere mai nemmeno incrociato Chiara, frequentavamo due compagnie diverse».

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Tra gli amici del ragazzo (oltre a Sempio anche Freddi, Capra e Biasibetti) e gli amici di Chiara c’era una differenza di età, ma anche diversi interessi. Poggi aveva confermato che il computer di casa era stato usato anche dagli amici, quindi da Sempio. Potrebbe avere visto i video intimi tra Chiara e il suo fidanzato, che erano su quel pc e di cui ha parlato anche Alberto Stasi nel suo interrogatorio di pochi giorni fa in procura? Si tratta per ora solo di una suggestione.

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Le domande a Stasi

Certo è che anche ad Alberto Stasi, interrogato dal procuratore capo Fabio Napoleone, è stato chiesto conto di queste relazioni e legami di amicizia: Stasi, a domanda precisa, ha confermato che non conosceva Sempio e lo ha ripetuto anche quando gli sono stati mostrati alcuni post pubblicati su Facebook da Sempio nei giorni delle sentenze a carico di Stasi, tra cui uno del 17 dicembre 2014: «L’essenziale è invisibile agli occhi, non dimenticare il mio segreto». Una citazione de “Il Piccolo Principe”, ma anche un messaggio in linea con altri bigliettini che i carabinieri avrebbero trovato nella pattumiera di Sempio tra febbraio e marzo, tra cui un manoscritto con queste parole: «Ho fatto cose molto brutte che nessuno può immaginare». Bigliettini che insieme ad altri diari sequestrati nella casa di Sempio saranno ora analizzati dal Racis, il Reparto Analisi Criminologiche dei carabinieri di Roma, per fornire un profilo di chi li ha scritti.

L’ipotesi della rapina

«Qualcuno ha studiato la situazione e ha deciso di rapinare». Intercettata dai carabinieri in una conversazione con Alberto Stasi quattro giorni dopo il delitto, Stefania Cappa ipotizzò invece questo movente per l’omicidio. «Hanno già fatto due furti», dice la ragazza, all’epoca 23enne, in un video inedito mandato in onda dalla trasmissione “Chi l'ha visto?”. «Sì, lei me lo diceva. So che proprio in quella via diverse volte hanno rubato», le risponde il fidanzato della vittima.




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