In città torna La grande invasione Raddoppia l’evento di Saviano
Ivrea
La misura del successo della tredicesima edizione del festival della lettura La grande invasione, dal 30 maggio al 2 giugno, è il raddoppio dell’evento con Roberto Saviano, al teatro Giacosa in dialogo con Gianmario Pilo su L’amore mio non muore, storia di Rossella Carlini, studentessa fiorentina che si innamorò di un giovane legato a una cosca, scomparsa nel 1981 e riconosciuta dallo Stato italiano vittima innocente di ‘ndrangheta. Il primo evento, programmato per il 31 maggio alle 21,30 al teatro Giacosa (biglietto 10 euro), è andato esaurito già nei giorni scorsi e pertanto Pilo è riuscito a replicare l’incontro alle 17,30 dello stesso giorno, sempre al teatro Giacosa (biglietti disponibili da ieri). Un altro dato che dà la misura del radicamento del festival in città è quello dei biglietti delle lezioni: circa il 30% è già venduto. Per il resto, il festival si ripropone con la stessa fortunata formula e decine di incontri. La case editrice ospite è Adelphi.
Sette qli ospiti internazionali, 17 quelli coinvolti nelle lezioni, spazio a traduttori, podcast, fumetti, autori esordienti. Ampia la varietà dei temi trattati, significativa la parte dedicata ai lettori del futuro, con La piccola invasione e il coinvolgimento di 700 alunni delle scuole. Diverse le sinergie con le realtà del territorio, molti gli eventi collaterali, a cominciare da otto mostre.
In più, quest’anno, nelle giornate di Ivrea, il festival torna anche ad Aosta e, per la prima volta, sbarca a Chieri.
Gianmario Pilo, con Marco Cassini ideatore del festival, è alle prese con gli ultimi dettagli organizzativi. Profondamente radicato in Ivrea, dove è cresciuto e dove continua a vivere nonostante il lavoro lo porti a stare prevalentemente tra Torino e Milano, alla domanda su che ha fatto in tutti questi anni con il festival risponde con una battuta: «Sono andato a letto presto. Magari! (ride)». La realtà è che il festival ha preso una vita propria: «Come è nata l’edizione del festival anche a Chieri? Un po’ come per Aosta – spiega –. Il Comune di Chieri aveva visto il festival di Ivrea, c’è stato un contatto e abbiamo stipulato un accordo triennale. Avendo visto una cittadina molto bella abbiamo pensato che potesse essere il terzo posto ideale per fare il festival. Il terzo e anche l’ultimo. Marco Cassini e io saremo presenti una volta a testa nei due posti. La formula è simile, ma ad Aosta e Chieri il festival termina la domenica sera mentre Ivrea avrà eventi anche il lunedì».
Le aspettative sono tante, il lavoro organizzativo per innovare sempre pur restando dentro un format consolidato è parecchio. «Ci dicono che il programma definitivo arriva sempre più tardi – spiega Pilo – ma c’è una ragione. Fino all’ultimo ci teniamo aperta la possibilità di fare un bel colpo». Nello specifico, il raddoppio dell’evento di Saviano è di giovedì sera e anche la presenza di Gipi, grande nome del fumetto internazionale, con il suo libro edito da La nave di Teseo, è maturata negli ultimi giorni, precisamente a una festa nei giorni del Salone del libro di Torino. «Per noi – aggiunge Pilo – è un graditissimo ritorno. Gipi era già stato nostro ospite alla seconda edizione del festival, quando il suo fumetto fu candidato allo Strega. Perciò sì, il programma definitivo del festival è uscito giovedì ma proprio perché ci lavoriamo fino all’ultimo per inserire novità. Va detto però, che invece il programma delle lezioni, cuore del festival, è stato reso noto a dicembre».
La grande invasione, in 13 anni, è diventato uno degli eventi culturali che caratterizzano Ivrea: «Io credo che il territorio, fin dalle prime edizioni, abbia risposto con grande calore ed entusiasmo. La grande invasione è il festival degli eporediesi e lo dimostrano trasmettendoci la loro passione attraverso le presenze e acquistando i biglietti. Per me questo è un territorio speciale: ho scelto di investire tutto me stesso in questa città, dove ho scelto di viverci e dove mi piace sempre tornare. Ripeto: per me è un posto speciale e anche gli ospiti lo riconoscono».
