Elachem, addio A2: ma nel futuro c’è una concreta ipotesi di ripescaggio
VIGEVANO. È adesso che in un attimo intenso e indimenticabile sono volati via questi due anni di serie A2, quale futuro avrà davanti a sé la Nuova Pallacanestro Vigevano 1955 Elachem?
Normale chiederselo visto che, in questo tempo che brucia sé stesso, oggi è già domani. Lapalissianamente parlando, Vigevano ripartirà dalla B nazionale che ha salutato due anni fa vincendo le Final Four di Ferrara, ma non è la sola opzione che potrebbe maturare. Come capita di questi tempi ogni anno, da settimane sono in circolazione voci secondo le quali tre-quattro club in A2, molti di più in B nazionale e interregionale sarebbero in forti difficoltà e potrebbero non presentarsi al via della prossima annata.
Se la crisi di Pistoia, retrocessa in serie A2 qualche settimana fa dopo due annate nella massima serie, è un fatto di cui si sono già occupati media e social specialistici da qualche tempo, qui non faremo da cassa di risonanza sui nomi di altri club in potenziale ambasce, almeno fin quando non ci saranno ufficialità.
Ma non è da escludere, a maggior ragione dopo gli imminenti annuali controlli dei conti della commissione di vigilanza, che qualche posto possa saltare in serie A2. Nessuno sta facendo il tifo per una simile evenienza che sarebbe una sconfitta per tutti, però, se capitasse (e salvo stravolgimenti di norme e interpretazioni), la Elachem Vigevano sarebbe molto probabilmente la prima ripescabile. Il condizionale è d’obbligo, la situazione in questi casi molto fluida.
Semmai, la domanda molto più solida da porsi (e che certamente, nel caso, si porrà il club del presidente Marino Spaccasassi) è: un ripescaggio eventuale sarebbe davvero un’opportunità? Ne varrebbe la pena?
E’ la testa che lo chiede, perché il cuore vuole Vigevano in A2 (almeno) in saecula saeculorum. Proprio Marino Spaccassassi, fin dal momento della promozione a Ferrara due anni fa aveva premesso che il traguardo era stato tagliato con due-tre anni di anticipo rispetto alla programmazione, che sarebbe stato difficilissimo mantenere la categoria.
Poi, giustamente, ancor di più quest’anno con un lievitare spropositato di costi e ingaggi, il patron ha più ricordato come il budget di Vigevano sia l’ultimo o il penultimo di una serie A2 nella quale tre quarti dei club dispone di risorse almeno doppie, spesso pure di più, rispetto a quelle ducali. Per provare ad alzare la voce ricavi, salvo sorprese, bisognerebbe andare a cercare controparti rilevanti al di fuori di Vigevano col rischio, in cambio, di dover cedere quote di controllo e decisione a soggetti non locali e quindi meno o per nulla legati alla storia ed alla passione e tradizione di settant’anni di basket ducale.
Un ripescaggio significherebbe inoltre consegnarsi ad un altro anno di prevedibile sofferenza rinviando eventuali progetti e cicli nuovi. Però, avrebbe il suo indubitabile fascino. Ovvio che, dagli scenari e dalle prospettive di categoria che matureranno nelle prossime settimane dipenderanno biunivocamente anche le scelte del club e dei suoi attuali tesserati. Ecco perché oggi sarebbe inopportuno, oltre che irrispettoso, tratteggiare ipotesi, uscite e conferme, pur provando, da osservatori magari un po’ datati, la sensazione forte che l’ipotesi di un sensibile rinnovamento sia molto probabile, indipendentemente dalla categoria.—
Fabio Babetto
