Ivrea, Townsend dopo sentenza Consulta sulla doppia madre: «Una vittoria»
Ivrea. «Abbiamo vinto». Così commenta Mariaines Townsend, conosciuta a Ivrea come Manè, sui propri canali social a proposito della sentenza di giovedì 22 maggio, con cui la Corte costituzionale ha riconosciuto il diritto alla doppia genitorialità per i figli nati da due madri tramite procreazione medicalmente assistita all'estero, nell’ottica di garantire il miglior interesse del minore. «Vincere presuppone sempre che qualcuno perda – continua Townsend –. A perdere sono state le discriminazioni, i diritti negati, il bigottismo. A perdere è stata la non evoluzione, l’ingiustizia, la diseguaglianza, il retrogradismo, l’ignoranza. Grazie alla Corte costituzionale, e non alla classe politica dirigente, ha vinto l’amore, hanno vinto le famiglie, ha vinto la parità di diritti, l’uguaglianza, l’evoluzione, la giustizia». Nell’aprile del 2024 infatti Townsend si era vista rifiutare dagli uffici di Ivrea la richiesta di vedersi riconosciuta come madre della figlia Camilla, avuta con la compagna Benedetta Mazzuchetti Magnani tramite pma. Un rifiuto che però Townsend non accettò di buon grado, decidendo di rendere pubblica la propria storia e chiedendo al comune di esprimersi in questo senso.
Per Townsend, conosciuta e apprezzata in città anche per il lavoro nella libreria Azami, si mobilitò velocemente mezza città: una raccolta con oltre 600 firme venne lanciata dal giornale online Varieventuali, e numerosi giunsero in quei giorni i messaggi di solidarietà degli eporediesi. Anche l’amministrazione cittadina non rimase a guardare, scegliendo invece di prendere posizione: tramite una mozione presentata dalla maggioranza, il Comune seguì la strada già tracciata da città come Lucca e Udine, riconoscendo la doppia maternità e garantendo così una maggiore tutela a Camilla, perlomeno nel periodo in cui il tribunale dei minori si sarebbe occupato della richiesta d’adozione.
Da ora, però, grazie alla sentenza della Corte costituzionale, le cose cambieranno: «La sentenza della Corte costituzionale segna un passo fondamentale per i diritti dei bambini nati da famiglie composte da due mamme – commenta l’assessora alle pari opportunità di Ivrea Gabriella Colosso –. Ora nessun bambino sarà più discriminato, e nessuna mamma dovrà più combattere contro lo Stato per vedersi riconosciuta la propria genitorialità. Sono felice non solo perché è stata vinta una battaglia di civiltà portata avanti anche da questa amministrazione, ma anche nel veder le due mamme, che hanno portato avanti la propria battaglia, sorridere e stringere con sollievo la loro stupenda bimba. Ha vinto l’Ivrea che ci ha creduto da subito, e che da oggi è pronta a iscrivere anagraficamente i bambini nati in Italia a seguito di pma legittimamente svolta all'estero, senza più ricorrere all’adozione».
«Sono felice, orgogliosa e grata – conclude infine Townsend –. Orgogliosa perché se una cosa è ingiusta bisogna combattere per cambiarla, e ognuna di noi ha combattuto, e perché i no ricevuti non ci hanno fermate. Grata alla Corte costituzionale, e all’avvocata e amica Sara Moisio, per averci accompagnato in questo percorso e averci creduto sempre con noi. Grata anche a Ivrea perché ha saputo fare la cosa giusta prima che la cosa giusta fosse legalmente valida e riconosciuta. È una splendida giornata».
