Undici villette e un market di servizio «A Montalto nascerà un nuovo quartiere»
Montalto Dora
Il futuro supermercato sulla statale 26, che tante critiche sta generando, non sarà che una piccola porzione del Piano esecutivo convenzionato che andrà in giunta entro fine mese per l’approvazione finale. Il sindaco Renzo Galletto, 77 anni, al suo quarto mandato, invita a considerarlo per come «si svilupperà nella sua interezza, senza distorsioni interpretative né strumentalizzazioni di sorta». Ovvero, un nuovo quartiere residenziale di alto livello. Di cui, appunto, il market cuberà per circa un decimo della superficie. «Le ho lette tutte le critiche. Leoni da tastiera a parte, agli altri vorrei far capire quanto sia fuorviante soffermarsi solo sul market, per altro un piccolo punto vendita con funzione di servizio per i residenti, quando il progetto del Pec è mosso da una visione complessiva molto più ampia e lungimirante. È stato vagliato da fior fiore di professionisti in commissione edilizia e, ripeto, sarà una grande opportunità per Montalto. Diversamente non ci sarebbe stato interesse a venire qui da parte degli investitori». Ne fa una questione di volumi da comparare senza estrapolarne alcuni rispetto ad altri, e di ricadute in termini di urbanizzazioni e opere compensative in loco (750mila euro), come di standard da mantenere elevati così da attrarre nuovi abitanti e non arretrare di un passo rispetto ai 3.300 residenti, rimasti stabili negli ultimi vent’anni. Viceversa, se la popolazione cala, addio ai servizi a cominciare dalle scuole. È questo il suo ragionamento.
Come diventerà
Sulla scrivania del suo ufficio, in municipio, Galletto illustra i rendering del progetto che trasformerà radicalmente 24mila mq di terreno sul lato estremo del paese al confine con Ivrea, vicino alla scuola materna, dove adesso l’occhio cade su una bella spianata a prato con la Serra sullo sfondo (l’area che i montaltesi conoscono come “il Baltea”, già fuori dal perimetro del Parco dei cinque laghi); sul lato opposto le fanno da contraltare i grattacieli ecomostro stile boom economico, talmente impattanti che ogni barlume di poesia acceso dal panorama sparisce all’istante.
L’operazione vale 8 milioni di euro. Prevede la costruzione di 11 villette, la predisposizione di una pista ciclabile interna, posteggi in uso alla materna e non solo, un supermercato di 2.100 mq (con superficie di vendita pari a 1.300 mq). Più 12mila metri quadri che saranno restituiti a verde, quindi giardini, alberature, siepi, banchine pedonali, arredo urbano. Tra le ricadute positive elencate da Galletto, oltre a quelle occupazionali pari a 5-7 nuovi addetti nel supermercato, i 750mila euro in opere compensative tra urbanizzazioni e viabilità a carico dei costruttori, e duecentomila euro di cauzione da lasciare in pegno al Comune se entro due anni dall’apertura si rendesse necessaria una rotatoria al posto della strada di incanalamento attualmente prevista dal progetto. Incassato l’ok della giunta entro maggio, partiranno i lavori (trattandosi di Pec non occorre il passaggio in consiglio comunale). Il primo ad aprire sarà probabilmente proprio il market, attorno a settembre 2026.
Prg, la variante del 1993
«Stiamo parlando di un terreno che è stato a vocazione agricola fino al 1993, chiariamo bene questo aspetto. È nel 1993 che una variante al Prg la rese edificabile-misto commerciale per una quota residuale di 500 mq». Con ciò Galletto replica al suo ex collega di giunta negli anni Novanta, l’ex sindaco Vilmo Chiarotto in carica tra il 1986 e il 2004, oggi dentro l’opposizione che la settimana scorsa ha sollevato più di un’obiezione sul Pec del Baltea, contestando tra le altre cose il consumo di suolo riferendosi a una variante al Prg del 2011. E qui Galletto insiste: «Chiarotto dovrebbe ricordarselo bene che era il 1993, eravamo in giunta insieme all’epoca». Un terreno appartenuto a una famiglia di professionisti nell’ambito della sanità, dove successivamente, con un’altra variante datata 2022, la destinazione commerciale è stata portata ai livelli attuali, vale a dire attorno al migliaio di metri quadri, il limite massimo previsto dal Pec. Ripercorrendo lo storico, «quell’area andò sotto con l’alluvione del 2000, al che la Regione la stralciò in attesa che venissero realizzate le arginature. Fatte quelle, sono passati gli anni fino ad arrivare alla manifestazione di interesse che ha portato al Piano esecutivo di oggi. Ma parliamo di un terreno che il Prg prevede edificabile da ben 32 anni».
«Siamo la prima porta verso i monti»
Di supermercati Montalto ne conta due sul lato opposto del paese; in centro resistono un piccolo ortofrutta e un alimentari di vicinato. Ma l’ondata di critiche social, rispetto al nuovo insediamento commerciale, deriva in larga parte dalla vicinanza con Ivrea, dove come è noto si contano ben nove piastre alimentari in meno di quattro chilometri sull’asse per Burolo (il nono è in corso d’opera all’ex Enel, come Tigros). Era il caso?, si sono chiesti in tanti. Per Galletto il sovraffollamento di Ivrea lato Burolo non c’entra nulla con la funzione che andrà a svolgere il supermercato del Pec, per geografia e dinamiche di consumo. «E infatti, lo ripeto, se così non fosse non si sarebbero fatti avanti gli investitori. Noi siamo la prima porta dei turisti per la Valle d’Aosta, quella in cui chi viaggia si ferma se trova servizi. In quest’ottica la nostra è una posizione strategica che il Pec intende cogliere riconoscendola per quello che è, un’opportunità. E poi, cosa non secondaria, un quartiere così concepito andrebbe a compensare i brutti grattacieli anni Sessanta sull’altro lato della statale».
