Identità intersessuale:“Voglio essere quello/a che sono”. Al Baretti cinema e teatro per la giornata contro omofobia e transfobia
“Chi sono? Qual è la mia identità? Perché devo definirmi in un genere? Perché “normalizzare” ciò che non rientra nella norma?”
“Voglio solo essere quello/a che sono”.
Sono gli interrogativi chiave dell’incisiva pièce teatrale, seguita dal film Ponyboi, primo lungometraggio con un protagonista intersex, interpretato dall’ attore intersex River Gallo, con cui il cinemateatro Baretti ha partecipato alla giornata Internazionale contro omofobia, bifobia e transfobia.
L’appuntamento della rassegna di cinema invisibile Portofranco, di scena da anni nel cuore di San Salvario al Baretti, è stato anticipato per dar spazio ad un corto teatrale con protagoniste due giovani (15 e 17 anni) attrici, Vera Bianconcini e Matilda Zahr, studentesse di Teatrando, che hanno interpretato con pathos un testo della regista Monica Luccisano.
Nella pièce le giovani attrici, sollevando dubbi, ponendo domande, hanno rivendicato la loro mera identità intersessuale, con tutta l’espressività e la rabbia dovuta ad un contesto sociale che non le accetta e le costringe di fatto a scegliere un genere.
L’essere quello che ci si sente senza ipocriti condizionamenti. Senza obblighi e pressioni per diventare uomini (con dosi di testosterone) o donne (radendosi i peli).
Al corto, molto applaudito, ha fatto seguito la proiezione della vivace e coinvolgente pellicola Ponyboi, del regista colombiano Esteban Arango,
Un film del 2024, presentato al Torino Film Festival, che si svolge nel New Jersey nella giornata di San Valentino, vede protagonista un sex worker che, dall’infanzia, ha dovuto fare i conti come intersessuale con una famiglia tradizionale salvadoregna dalla quale si è allontanato. Una famiglia con la quale dovrà riprendere i contatti dopo che si viene a trovare nel mirino della mafia per un travagliato affare di droga.
Il regista ha motivato il suo lavoro come: “Un contributo per dar forza alla comunità intersex e per tutte le persone emarginate che non si sentono di appartenere alla maggioranza, perché riprendano il controllo della propria vita.”
«Volevamo un film popolare, capace di parlare a tutti, ma senza mai tradire ciò che siamo», ha precisato il bravissimo protagonista River Gallo- aggiungendo: – «una pellicola che osa portare sullo schermo ciò che raramente si vede: la storia di una persona intersex che si dibatte tra il peso delle aspettative altrui e il desiderio di essere, semplicemente, se stessa»-.
Un richiamo all’esigenza di una consapevolezza civica su un tema ignorato e spesso sminuito che tocca molte più persone di quanto si pensi.
Il protagonista River Gallo, attivista latinx non binario, è stato premiato al TFF per la migliore interpretazione.
Per latinx non binario si intende una persona, di origine latinoamericana, con un’identità di genere che non si identifica né come uomo né come donna. In questo ambito rientrano gli agender (senza genere) o i genderfluid (genere che cambia nel tempo) e altre identità fuori dal binario maschile/femminile. L’obiettivo permane quello dell’inclusione di persone che non si identificano con il binarismo di genere.
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