Stasi, la Procura generale di Milano chiede la revoca della semilibertà: «Intervista alle Iene non autorizzata»
GARLASCO. La Procura generale di Milano ha presentato ricorso in Cassazione contro il provvedimento con cui il Tribunale di sorveglianza ha concesso la semilibertà ad Alberto Stasi, l’ex fidanzato di Chiara Poggi, che sta terminando di scontare una condanna a 16 anni di carcere.
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Ad aprile i giudici della Sorveglianza di Milano avevano concesso la semilibertà ad Alberto Stasi, 41 anni, condannato a 16 anni in via definitiva per l’omicidio della fidanzata Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 ritenendo che non ci fosse stata nessuna violazione nell’intervista rilasciata in tv, ma soprattutto per via di un percorso in carcere «positivo e condotto seguendo le regole». Inoltre, hanno scritto, «ha sempre manifestato empatia e sofferenza verso la parte offesa», cioè la vittima e la sua famiglia.
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Secondo quanto riferisce l’agenzia Ansa, il ricorso riguarda ancora la mancata richiesta di autorizzazione per un’intervista rilasciata al programma Le Iene durante un permesso per ricongiungimento familiare. Per la Procura generale, la questione avrebbe dovuto essere valutata in modo diverso dai giudici di sorveglianza. La Procura generale aveva infatti chiesto di respingere il beneficio ed espresso perplessità in particolare su una intervista rilasciata il 22 marzo alla trasmissione Le Iene durante un permesso dal carcere. Ma per la giudice della Sorveglianza Maria Paola Caffarena, Stasi non aveva un «divieto espresso di avere rapporti con i giornalisti» e in ogni caso ha mantenuto «un tenore pacato». L’avvocata di Stasi, Giada Bocellari, aveva allora spiegato «il provvedimento evidenzia quello che già il carcere aveva evidenziato, ossia che l’intervista non necessitava di alcuna autorizzazione e quindi non è stata violata alcuna prescrizione».
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Stasi, che si trova a Bollate, ha già scontato in carcere dieci anni: ne mancano 4 e pochi mesi per espiare la pena. Questo significa che a luglio (la data precisa non c’è perché bisogna tenere conto dei giorni di liberazione anticipata) potrebbe chiedere l’affidamento in prova ai Servizi sociali e di fatto uscire dal carcere.
La reazione della difesa
«La questione dell'intervista è già stata ampiamente chiarita dal carcere e dal Tribunale di Sorveglianza. Quindi siamo tranquillissimi anche perché, se mai avesse violato qualche prescrizione, avrebbero dovuto revocargli il lavoro esterno non negargli la semilibertà» ha commentato l'avvocata Bocellari a proposito del ricorso della Procura generale di Milano in Cassazione. «Se mai avesse violato qualche prescrizione avrebbero dovuto revocargli il lavoro esterno e non negargli la semilibertà», aggiunge l'avvocata sottolineando che «vi è anche un problema di norme di riferimento nel ricorso presentato dalla Procura Generale che evidentemente ha ritenuto di perseguire la linea già paventata in udienza l'aprile scorso».
