Ivrea, pendolari a piedi: treni troppo piccoli e il raddoppio spesso non c’è
IVREA. Il treno bimodale raddoppiato, con una capienza di posti cioè adeguata alle esigenze, nelle ore di punta, promesso dopo una lunga campagna dei sindaci dall’assessore regionale ai Trasporti Marco Gabusi, spesso resta solo sulla carta. C’è una lista puntuale di giorni e ore, segnalati dai pendolari eporediesi, contenute in un’interrogazione del consigliere regionale del Pd Alberto Avetta.
Così è riassunto il calvario dei pendolari eporediesi nell’ultimo trimestre, che ci racconta di disagi, ritardi e persone lasciate a piedi: giovedì 22 maggio il treno 2714 era “corto” ed in ritardo di 30 minuti; giovedì 22 maggio il 2737 era “corto” ed in ritardo; mercoledì 21 maggio il 2714 e 2737 erano corti; martedì 20 maggio il 2714 era corto; mercoledì 14 maggio il 2714 ed il 2737 erano in ritardo di oltre 30 minuti; martedì 13 maggio il 2737 era in ritardo; mercoledì 16 aprile il 2714 era “corto” (a Chivasso molti pendolari non sono potuti salire); giovedì 3 aprile il 2714 era “corto”; mercoledì 2 aprile il 2737 era “corto”; martedì 1° aprile il 2714 ed il 2737 erano “corti”; giovedì 20 marzo il 2714 era “corto”; mercoledì 19 marzo il 2714 ed 2737 erano corti .
«Mi pare evidente che la situazione non è stata risolta -spiega Avetta -. Anzi vi era rassicurazioni erano state rivolte ai tanti pendolari che ogni giorno per ragioni di studio di lavoro viaggiano tra Ivrea e Torino. Alla luce della situazione che ogni giorno registrano mi pare che non ci siano stati passi in avanti Trenitalia e la Regione debbono chiarire che intenzioni hanno rispetto a questa linea. Il collegamento tra IOvrea e Torino è troppo importante per le prospettive della nostra città. Lo dicono da tempo anche gli imprenditori. Mi pare che la giunta Cirio fino ad oggi non li abbia ascoltati». Era stato lo stesso presidente di Confindustria Paolo Conta a sottolineare nelle more di un convegno sull’attrattività del Canavese, quando sia importante avere una ferrovia funzionante, dato che le fabbriche canavesane, così come l’ospedale e il tribunale, scontano ritardi di competitività proprio per via dei treni a singhiozzo.
Nello mese di novembre 2024, 17 sindaci canavesani di ogni schieramento politico avevano manifestato salendo proprio sul treno delle 7.41 in fascia tricolore, capitanati dal sindaco di Ivrea Matteo Chiantore. A metterli insieme era stato proprio Avetta, che poi aveva rivolto all’assessore Gabusi un’interrogazione, chiedendo a gran voce l’inclusione di Ivrea nel Sistema ferroviario metropolitano di Torino. Proprio in quell’occasione Gabusi rispose ricordando che si erano già fatte valutazioni in tal senso e che, in ordine cronologico, l’annessione sarebbe avvenuta prima per la linea per Biella. Aveva anche promesso, però, almeno i bimodali doppi per risolvere il problema del sovraffollamento nelle ore di punta.
Già a marzo dello stesso anno Avetta, sollecitato dai pendolari, era tornato a interrogare Gabusi sui ritardi, le persone in piedi sul treno e sulla promessa mancata. L’assessore aveva risposto che si trattava di episodi sporadici, dovuti a contingenze limitate. Bene, secondo i pendolari canavesani, che prendono quel treno tutte le mattine, non era così. E così continua a non essere.
