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Июнь
2025

Quattro chiamate anonime: il mistero nel cellulare di Chiara

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/ GARLASCO

Quattro chiamate anonime sul cellulare di Chiara Poggi, la mattina del 13 agosto, quando fu uccisa. Telefonate che si intrecciano con quelle fatte dal fidanzato Alberto Stasi, tra le 9.44 e le 13.30, e che sono finora rimaste un mistero. L’analisi del cellulare della vittima, come pure il traffico delle telefonate di quella mattina a Garlasco, torna di attualità nel nuovo fronte di inchiesta aperto dalla procura, che vede indagato Andrea Sempio, 37 anni. Il cellulare Nokia di Chiara Poggi fu esaminato nella perizia disposta dal giudice Stefano Vitelli nel primo processo, e affidata ai tecnici informatici Roberto Porta e Daniele Occhetti, che analizzarono anche il contenuto dei pc di Chiara e del fidanzato, condannato per il delitto in via definitiva a 16 anni di carcere.

Il giallo delle chiamate

Il telefono della vittima resta muto per tutta la mattina e risultano pochi contatti anche il giorno prima, il 12 agosto. Il giorno del delitto ci sono le telefonate che fa Stasi, gli squilli delle 9.44 e 10.17, una sorta di “buongiorno”, come aveva spiegato il fidanzato nelle indagini dopo il delitto. Chiara non risponde. Dopo queste due chiamate arrivano sul suo cellulare altre quattro telefonate, in successione, con intervalli di circa mezz’ora l’una dall’altra: alle 11.38, 12.46, 13.27 e 13.30. Telefonate anomale, che i periti hanno provato a chiarire cercando altre telefonate anonime nei mesi precedenti, senza trovare però una risposta. Si era pensato a una agenzia di viaggi di Milano, ma quel giorno, il 13 agosto, era risultata chiusa. Stasi chiama ancora alle 13.31, un minuto dopo l’ultima anonima. Stasi, viste le mancate risposte di Chiara, racconta agli inquirenti di essere andato a vedere.

Davanti a villa Poggi non suona subito il campanello, ma prova, a su dire, ancora a telefonare, prima di suonare il campanello. Dai tabulati risultano una chiamata sul fisso dei Poggi (13.43) e una sul cellulare di Chiara (13.45). Poi, secondo il racconto di Alberto, il ragazzo scavalca il muretto di cinta, entra dalla porta di ingresso non chiusa a chiave, si muove all’interno della casa.

Trova il corpo sulle scale in verso la cantina, si spaventa e corre fuori, chiama il 118 mentre va in caserma a dare l’allarme.

Sempio e gli amici

Ma di quella mattina ci sono altre telefonate a cui gli inquirenti stanno guardando in queste ore. Sono quelle che Andrea Sempio fa o riceve dagli amici Roberto Freddi e Mattia Capra: una chiamata dal cellulare di Sempio a Capra alle 9.58, di un secondo, un sms da Capra a Sempio alle 11.10, una chiamata da casa Sempio al cellulare del ragazzo di 40 secondi alle 11.25. Poi, ancora un sms da Sempio a Freddi alle 11.59, un altro da Freddi a Sempio alle 12.12, una telefonata di 33 secondi da Sempio a Capra alle 12.17 e un sms di Sempio a Freddi un minuto dopo. Contatti di cui non venne fatto alcun cenno nei verbali delle testimonianze dei ragazzi, all’epoca erano poco più che maggiorenni, e su cui gli inquirenti hanno voluto fare approfondimenti anche con sequestri di vecchi telefoni.

Il lavoro della difesa

La difesa di Andrea Sempio non chiederà di allargare la rosa delle persone che saranno sottoposte ai nuovi esami del Dna nell’ambito dell’incidente probatorio, che sarà avviato il 17 giugno con l’esame dei reperti recuperati nella villa di via Pascoli. L’avvocato difensore di Sempio, Massimo Lovati, risponde con una battuta su quali saranno i prossimi passi: «Indagini difensive? Allo stato stiamo fermi dal momento che anche quelle “offensive” sono al nulla».




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