Ivrea, strade dimenticate a Bellavista dopo i lavori Smat: «Sono così da mesi»
IVREA. Qualcuno si deve essere dimenticato del “dossier Bellavista” tra le scrivanie della ditta che esegue i ripristini delle strade dopo i lavori Smat, su incarico della società delle acque. Dopo aver eseguito un primo tratto di viale Kennedy, infatti, più o meno fino a piazza Primo maggio, le altre zone sono rimaste senza ripristini ormai da mesi. Non solo la seconda parte della circonvallazione che costeggia il quartiere eporediese, ma anche le strade interne. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. «Sono stati fatti dei lavori veramente arruffati – spiega Gabriel Piccagli di Bellavista Viva –, hanno fatto questo scavo più di 6 mesi fa, i primi lavori mi pare siano riconducibili a più di un anno fa sicuramente. Hanno anche depositato dei materiali su un prato e poi l’associazione ha dovuto cercare di rimetterlo in sesto perché loro non avevano ripristinato l’erba e non avevano lasciato assolutamente in condizioni in cui l’hanno trovato il terreno. Hanno anche tappato delle caditoie sul lato dopo via Papa Giovanni, ma l’acqua non defluisce più. Hanno fatto sì le condutture, ma non hanno mai liberato i tombini collegati».
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A fronte di lavori approssimativi, le strade sono ancora da ripristinare, con tutti i rischi per persone anziane e disabili.
«Chiedo venga fatto quanto prima - spiega Piccagli -, perché la situazione non è sostenibile. Noi abbiamo un ottimo rapporto con l’assessore Massimo Fresc, che per il quartiere c’è sempre e si sta spendendo, ma la ditta deve eseguire i lavori». Ed è proprio Fresc che si sta occupando della questione. «Già per ottenere i primi ripristini - spiega Fresc -, abbiamo dovuto sollecitare molto Smat. E lo abbiamo fatto perché il fondo era così degradato che presentava situazioni di pericolo potenziale e anche il trasporto pubblico aveva dei problemi. Per il resto nonostante i nostri solleciti ancora non hanno operato, anche se ci hanno dato rassicurazioni sui tempi. Alla luce della mancata tempestività, però, è mia intenzione organizzare un incontro con Smat per attivare una comunicazione più diretta».
Il problema non si pone però solo con Smat. Quando si scava nel suolo spesso le ditte non eseguono lavori di ripristino degni di questo nome. «Abbiamo problemi con solution 30 - precisa ancora Fresc - la società della fibra che poi come Smat appalta i ripristini ad aziende esterne. Deve eseguirli in gran parte della città e abbiamo già avuto con l’ufficio tecnico un incontro dove abbiamo esposto la gravità della situazione».Dopo quell’incontro qualcosa, almeno nella gestione delle situazioni emergenziali, è cambiato. «Sono stati fatti una serie di ripristini a ridosso dei plessi scolastici - precisa Fresc - però si sono fermati quando i lavori sono stati affidati a un’altra società. Anche con questa società abbiamo già programmato un incontro, che sarebbe il secondo. Abbiamo poi un dossier su tombini in condizioni potenzialmente pericolose. Solution 30, deve assumersi delle responsabilità di fronte al territorio. Proprio per questo è mia intenzione rivedere il regolamento comunale che gestisce rapporti con le società che lavorano su nostre strade. Da un lato si deve adeguare a interventi non previsti, come gli scavi per la fibra. Poi l’amministrazione deve avere strumenti più efficaci per determinare interventi repentini in situazioni di pericolo».
